"L’ospite più difficile da avere? Pier Silvio"

La conduttrice, compagna di Berlusconi jr., torna domani pomeriggio su Canale 5 con Verissimo: "Vorrei intervistare il mio fidanzato: mi ha promesso che verrà a gennaio, ma non so di quale anno"

"L’ospite più difficile da avere? Pier Silvio"

Milano - Ormai ha superato l’imbarazzo di essere la fidanzata del capo e lavorare nella sua azienda. Silvia Toffanin, compagna di Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, affronta la questione rilanciando la palla. Qual è l’ospite che vorrebbe tanto nella sua trasmissione ed è il più difficile da convincere? Proprio lui, Pier Silvio. Lo dice con semplicità: «Lo corteggio da un anno, ma lui è restio: si sa, non gli piace apparire. Mi ha promesso che verrà a gennaio, però non so a quale anno si riferisce».

In attesa di far conoscere meglio il suo fidanzato al pubblico, la Toffanin torna da domani pomeriggio su Canale 5 con Verissimo, che conduce per la quarta volta. Ospiti della prima puntata la campionessa Federica Pellegrini, Raoul Bova, Ilary Blasi e la neo eletta Miss Italia Maria Perrusi. Novità principale un nuovo studio, più moderno e colorato, rispetto a quello arredato con mobili troppo classici dello scorso anno. Accanto a lei, come sempre, Alfonso Signorini, il pluri-opinionista e bi-direttore (di Chi e Sorrisi). Inviato a sfruculiare i Vip, ci sarà il dj Alvin. E come l’anno scorso uno spazio curato dal presidente di Medusa, Carlo Rossella.

Dunque, Silvia, qual è la prima domanda che farebbe a Pier Silvio?
«Figuriamoci: se gli faccio sapere cosa gli chiederei, proprio non verrebbe più!».

E lui, dopo nove anni di fidanzamento, le ha chiesto di sposarlo?
«Stiamo benissimo così. Viviamo insieme e il nostro rapporto è sereno. Io sono innamoratissima e insieme ci divertiamo molto, con cose molto semplici come andare a prendere un caffè in qualche borgo storico. È tutto quello che posso dire: si sa, sono una persona riservata».

Però le piace entrare nella vita degli altri: il suo talk è basato sulle interviste ai personaggi.
«Certo, e quest’anno lo sarà ancora di più. Abbiamo deciso di aumentare lo spazio dedicato al talk. Però, lo vedete, io cerco di confrontarmi con gli ospiti in modo garbato, con buon gusto e rispetto. È il mio stile e il mio carattere. Non sopporto chi aggredisce verbalmente le persone. Forse anche per questo tanti vip hanno accettato di venire da noi: finora sono stati ottocento, in 101 puntate».

E quest’anno non farà interviste solo a volti del mondo dello spettacolo...
«No, allarghiamo il campo. Avremo ospiti anche scrittori, sportivi, musicisti, esponenti del mondo della cultura e dell’imprenditoria. Non solo donne, anche qualche maschietto. E poi farò parlare un personaggio noto che ha vissuto una vicenda drammatica ma che è riuscito a superarla con determinazione».

Non è che gli ospiti vengono da lei sicuri che non ci siano domande troppo scomode?
«Essere garbati non significa non porre le questioni spinose. La differenza sta nel modo: la gentilezza spesso ha l’effetto di far aprire di più le persone perché si sentono a loro agio. Noi, per esempio, siamo riusciti ad avere in studio Paris Hilton senza pagarla, al contrario della Rai che ha dovuto sborsare centomila euro».

Ma allora qualche veleno lo tira fuori pure lei! Sembra pronta per fare il grande salto: quando la si vedrà alla conduzione di uno show di prima serata, magari un «Grande Fratello»?
«Io sono una che fa un passo alla volta, non ho fretta. Certo, in questi anni ho superato la mia timidezza e ho preso molta più dimestichezza con il mezzo televisivo: quando i tempi matureranno, si farà. Comunque, il Grande Fratello ha già una conduttrice bravissima».

Che cosa pensa di tutte le vicende, da Noemi alla D’Addario, di cui è stata accusato il padre del suo fidanzato, il premier? Non dev’essere stata un’estate facile...
«Conosco bene il premier, ovviamente, ed è una persona per cui provo grande stima e rispetto. Che mi ha accolta con grande affetto. Non è nel mio stile entrare nei fatti della famiglia. Comunque penso che sarebbe giusto porre un limite all’intrusione nella vita privata di una persona, soprattutto quando c’è di mezzo la serenità dei familiari».