L’Udc apre: «Possiamo convivere con la Lega» Boni: «No ai giochetti»

Una convivenza fra Udc e leghisti? In Lombardia forse è (ancora) possibile, nel nome di Formigoni. È il segretario regionale udc Luigi Baruffi che apre la porta: «Vogliamo confermare l’alleanza in Regione. Cercherò di capire se c’è ancora». In questo schema che sa di vecchia Casa della libertà l’Udc non pone veti al Carroccio, arrivando perfino ad ammettere «solo in teoria, e per ragioni di pari dignità» anche l’ipotesi di un candidato leghista al Pirellone. «Non è certo la nostra prima opzione - precisa Baruffi - e abbiamo differenze enormi, ma non poniamo condizioni alla Lega». «Anche se sarebbe al suo quarto mandato», ovviamente la prima scelta è Formigoni, preferito anche a un’eventuale candidatura offerta dal Pd al centrista Tabacci: «Avremmo l’imbarazzo della scelta, ma sceglierei l’esistente, comunque Bruno non ne ha mai parlato», precisa Baruffi. La Lombardia non è il Veneto, insomma. L’Udc non cerca «grandi alleanze» anti-Carroccio: «Non siamo determinanti qui», ammette Baruffi. L’obiettivo principale è un’alleanza nuova, allargata a una parte del Pd, con Formigoni presidente. «Ho ricevuto segnali di amici della ex Margherita - fa sapere il segretario -. Credo che a Formigoni e al Pdl piacerebbe. A chi dispiacerebbe una maggioranza allargata al centro?».
Alla domanda di Baruffi risponde il capodelegazione della Lega in Regione, Davide Boni, senza troppi giri di parole. La Lega non ci sta a farsi tagliare le unghie, e se qualcuno ha questo obiettivo «basterebbe questo a lasciare fuori lui» intima, nonostante «la stima personale». «L’Udc - sintetizza Boni - non è nelle condizioni di porre condizioni. Anzi, sarebbe il caso che decidesse da che parte stare». Federalismo e sicurezza i motivi di dissidio: «Non si può giocare con noi e contro di noi», avverte Boni, ricordando che la Lega può contare su una certezza decisiva (anzi due): «I voti - scandisce Boni -, senza la Lega in Padania non si vince. Se vogliono raffazzonare qualche ammucchiata contro di noi facciano pure, potremmo anche andare da soli. Siamo un movimento di popolo». L’altra certezza è Bossi: «Altro che giochetti da ex dc, saranno Bossi e Berlusconi a decidere», chiude Boni, anche su Formigoni: «È il candidato naturale, ma se scegliessero un altro non sarebbe uno scandalo».

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