L’Uliveto di Quarto è salvo No alla diga di via Piantelli

L’Uliveto di Quarto è salvo No alla diga di via Piantelli

«L’Uliveto di Quarto sarà salvato». Marta Vincenzi annuncia a sorpresa la nuova linea verde del Comune. Che ha stabilito nuove regole per le concessioni per l’edilizia e le ristrutturazioni. L’amministrazione di Tursi ha annunciato che anche a Sant'Ilario non ci saranno deroghe. Verrà realizzata la strada, ma sarà vietato qualsiasi ampliamento di rustici e cascine. Tutti i volumi dovranno rimanere come sono. Al massimo si potranno ristrutturare quelli esistenti e nel pieno rispetto dei parametri ambientali e paesaggistici della zona. Insomma, le cascine non diventeranno ville.
Da levante a ponente. Anche il progetto della cosiddetta diga in via Piombelli a Rivarolo non avrà seguito.
Sono soltanto tre gli esempi che vengono in mente a Marta Vincenzi. Ma sono tre bombe per i residenti di quelle zone e per la svolta verde della politica di Tursi. Una manovra che cozzerà certamente con differenti interessi e che dovrà vedersela con una serie, c’è da aspettarselo, di ricorsi in Tribunale. È infatti dal 1994, almeno, che il Comune non dice così chiaramente stop alla costruzione selvaggia e alle varianti e variantine per lo sviluppo ex novo di residenze sul territorio.
«Venerdì in giunta - annuncia il sindaco - abbiamo deciso di seguire la linea verde per la città. Prima del nuovo piano regolatore occorre che sia chiaro come l'ambiente e il verde vengano prima di ogni progetto». Perciò tutte le richieste pervenute a Tursi, si parla anche di piani che risalgono agli anni Ottanta e ormai obsoleti, che sono fuori dai parametri ambientali e paesaggistici, non avranno speranze. «Così come diremo no - aggiunge - a tutti quei progetti e a quelle varianti di cui il Comune non ha firmato ancora le rispettive convenzioni».
Si tratta di una rivoluzione verde che tiene conto, oltre al settore residenziale, anche di altri come quello commerciale e turistico alberghiero e che dipingerà il nuovo assetto del piano regolatore cittadino. In particolare sono stati individuati i progetti che stanno nella zona B, cioè quella urbanizzata. Alcuni saranno trasformabili, altri no «perché la città è satura». I tre esempi citati sono soltanto una manciata rispetto a quelli scelti e che saranno comunque presentati da Tursi ai presidenti dei municipi e al territorio il 22 luglio.

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