MilanoPer i nomadi promette nel suo programma di favorire «le esperienze di autocostruzione». Ma poi spiega che «i campi rom non dovrebbero esserci in una città». È sempre Giuliano Pisapia. Lavvocato ultrarosso che flirta con la buona borghesia milanese dei salotti e della finanza, ma difende centri sociali e occupanti abusivi. E così le facce devono essere sempre due. Che si parli di legalità o di temi etici, di urbanistica o di favelas. Perché lultima di Pisapia, reso ancor più euforico dalla scoppola rifilata domenica, è che i campi rom sarebbero colpa del centrodestra. Di quellamministrazione Moratti che, grazie alla tenacia del sindaco e del suo vice con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato, in cinque anni ha fatto calare da 10mila nella sola città di Milano a meno di 1.500 in tutta la provincia. Con Pisapia si cambia. Lidea di base, promette lui se vincerà, è che «con i dovuti permessi e possibilità, rispettando le regole, uno può farsi una propria abitazione per uscire da una situazione di degrado come sono i campi rom che credo debbano non esserci in una città. Ognuno ha diritto a una casa». Liberi tutti, dunque, alla faccia di leggi e regole. Con Pisapia che annuncia «ristrutturazione di cascine diroccate e costruzione di palazzine». Poi frena. «Ma sempre nel rispetto delle regole urbanistiche e delle esigenze dei cittadini residenti in zona». Strana storia. Se si rispettano le regole urbanistiche e le esigenze dei cittadini residenti, che bisogno cè di dedicare allargomento uno specifico punto del programma. Chi mai, fino a oggi, ha impedito ai rom di costruirsi case «rispettando le regole urbanistiche e le esigenze dei residenti»? Non viene forse il dubbio a Pisapia che fino a oggi i rom non abbiano mai avuto intenzione di costruirsi una casa rispettando una legge? Preferendo roulotte e accampamenti abusivi. O magari laiuto del Comune per abitare a sbafo? Senza contare leffetto dirompente che solo lannuncio potrebbe avere. «Dietro lambigua parola autocostruzione - denuncia De Corato - lestrema sinistra vorrebbe dire che intende dare case a cascine ristrutturate a tutti i rom abusivi. A Milano 6.500 se ne sono andati grazie a oltre 500 sgomberi. Ora ne rimangono 1.500. Ma con quella lauta prospettiva faranno immediata marcia indietro». Non solo. Perché «la voce correrà fino in Romania dove i rom sono due milioni. Che dunque busseranno alla porta per avere anche loro una casa o un rustico tutto per loro». Trasformando «Milano nel Paese di Bengodi. Ha ragione Bossi, la città sarà Zingaropoli».
Ma non basta. Perché, denuncia il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, «laltra notte è andato con il megafono a incitare quei bei personaggi che a Milano stanno occupando la palazzina Aler di via Andrea del Sarto». Gli abitanti del quartiere molestati con lennesima notte a base di musica ad altissimo volume, birre e altro. E il candidato del centrosinistra, aggiunge Stracquadanio, «arrivato a incitarli a resistere, a non scendere, a continuare la loro occupazione abusiva. Ecco quello che poi va in televisione a fare il moderato».
Lultima mossa: fare finta di non volere Zingaropoli
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