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Mondo

Il laboratorio delle supermacchine da guerra

da Fort Worth (Texas)

Mistero, segretezza protetta d ogni costo, tecnologia avanzatissima,

capacità di realizzare macchine straordinarie in fretta e a costi

ragionevoli per Cia e Pentagono. Questi sono gli ingredienti che da oltre 60

anni hanno creato e alimentato il mito degli Skunk Works della Lockheed

Martin, i laboratori dove nascono le macchine militari più avanzate.

Non si sa quanti siano gli scienziati e gli ingegneri che ci lavorano, né a

quanto ammonti il budget annuale, in parte alimentato con fondi aziendali,

ma in larga misura basato sui contratti concessi dai committenti militari e

della comunità intelligence statunitense.

Gli Skunk nascono nel giugno del 1943, quando il geniale Kelly Johnson

riceve dall'esercito americano la richiesta di progettare e costruire nel

giro di sei mesi un caccia a reazione. Sembra una sfida impossibile e invece

Johnson ci riesce, addirittura in anticipo: in appena 143 giorni l'aereo,

l'XP-80, è pronto. È l'inizio di una storia costellata da imprese

incredibili. Gli Skunk Works si costruiscono una reputazione senza pari.

Basati in California, a Burbank prima, a Paludale poi, gli Skunk progettano

e realizzano aerei, missili, spazioplani. E solo una parte dei progetti è di

pubblico dominio. Si va dal caccia bisonico XF-104, che volò nel 1954 e che

ha equipaggiato per decenni anche la nostra Aeronautica, all'aereo da

trasporto militare XC-130, il famoso Hercules. Anche i prototipi dei nuovi

caccia F-35 ed F-22 sono stati prodotti dagli Skunk.

La reputazione di questa organizzazione è però legata ai velivoli spia: dopo

aver trasformato bombardieri per conto della CIA, gli Skunk realizzarono

l'U-2, che volò nel 1955, un ricognitore d'alta quota ancora oggi in

servizio. All'U-2 seguì lo straordinario A-12/SR-71, capace di volare a

quote elevatissime a velocità di oltre 3.000 km/h e sul quale furono

applicate le prime tecnologie stealth.

Gli Skunk Works sono i padri dello stealth e non a caso hanno realizzato

l'F-117, il cacciabombardiere «invisibile» per antonomasia, che volò nel

1977. Gli Skunk si sono esibiti anche nel campo della missilistica, degli

aerei senza pilota, dei velivoli spaziali, persino in quello delle unità

navali: fu realizzata dagli Skunk per la Cia la Glomar Explorer che recuperò

dagli abissi oceanici parte di un sottomarino nucleare sovietico. E l'unità

sperimentale Sea Shadow ha provato che anche le navi possono diventare

«invisibili» ai radar.

Oggi gli Skunk Works sono impegnati in centinaia di progetti più o meno

segreti, dei quali si sa solo quello che i «clienti» decidono di divulgare.

Molte ricerche sono finalizzate a velivoli senza pilota. Come il Cormorant,

uno straordinario aereo lanciato da grandi tubi montati su un sottomarino

nucleare che naviga in immersione: una volta giunto in aria l'aereo spiega

le ali, compie la sua missione, di ricognizione o attacco, poi va

all'appuntamento con il battello subacqueo, ammara grazie a un paracadute e

viene recuperato da un robot sottomarino, che lo riporta sul battello.

Per conto dell'aeronautica gli Skunk lavorano al Falcon, un enorme

bombardiere ipersonico, senza pilota, che può volare nello spazio a velocità

di oltre 10.000 km/h. La marina invece finanzia un missile, il Rattlr, che

potrebbe sostituire tutti i missili da crociera oggi in servizio.

Ci sono poi studi su velivoli che possono cambiare aspetto e aerodinamica in

volo, ottimizzandole per ogni porzione della missione, dal volo di crociera

alla fase di attacco. Non mancano gli aerei senza pilota piccolissimi, come

il Desert Hawk, che pesa meno di 3 chili.

Ci sono poi le attività sui velivoli più leggeri dell'aria: gli Skunk stanno

investigando enormi dirigibili che voleranno ad altissima quota, in quella

ampia zona di cielo inaccessibile agli aerei, ma troppo bassa per i

satelliti. Sono invece già alle prove strani dirigibili da trasporto, che

volano grazie all'elio contenuto nella cellula a tre lobi, ma anche grazie

alla portanza aerodinamica e che decollano e atterranno come aerei. Poco o

niente si sa invece degli spazioplani con equipaggio che pure gli Skunk

Works stanno progettando per l'aeronautica: sono gli eredi con le stellette

dello Space Shuttle e potranno sorvegliare e colpire bersagli in ogni punto

del globo nel giro di un paio d'ore, porre in orbita satelliti, e attaccare

ed eliminare i satelliti altrui.

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