Somiglia a una strana sliding door la storia che coinvolge l'agente di polizia Giusto Chiacchio, nato a Napoli 26 anni fa e in servizio a Milano. Potrebbe essere invece una banale casualità oppure ancora uno scherzo del destino. Di certo si tratta di un incrocio di eventi quasi incredibile. Perché il poliziotto 26enne è accusato di omicidio stradale per avere investito e ucciso Matteo "Baro" Barone, 25 anni, in via Porpora poco prima dell'alba del 6 settembre 2025. Ma Chiacchio è stato anche, lo scorso 27 febbraio, tra i primi soccorritori delle vittime del disastro del tram deragliato.
Il giovane agente è arrivato in viale Vittorio Veneto ancora prima delle ambulanze, era fuori servizio e quindi in borghese. Si è rimboccato le maniche e non ha esitato un attimo. Tra decine di feriti anche gravi (due saranno i morti), in uno scenario di guerra, si è dato da fare. Ha soccorso, aiutato, consolato, stretto mani, prestato le prime cure: anonimo come altri che si sono trovati lì per puro caso e hanno dato un contributo a sconosciuti disperati.
Una seconda chance che gli ha regalato la vita, dopo che lui ha spezzato quella di un coetaneo (vittima e guidatore erano entrambi nati nel 1999)? Poche settimane fa il pm Maurizio Ascione, che ha coordinato l'inchiesta sull'incidente di via Porpora, ha notificato al poliziotto difeso dall'avvocato Giuseppe Maria De Lalla l'avviso di chiusura indagini. La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm è attesa a breve.
Secondo la Procura, Chiacchio ha più di una colpa nella tragica morte del ragazzo nato in Toscana e che a Milano inseguiva il sogno di incidere il suo primo disco come trapper. Per stabilire la dinamica dell'incidente, il pm si è avvalso anche di una consulenza cinematica. Le indagini hanno ricostruito che Barone, di ritorno da una serata con gli amici esattamente come il poliziotto che era fuori servizio, stava attraversando sulle strisce all'incrocio tra via Porpora e via Ingegnoli. L'Audi Q2 dell'agente procedeva a 85 chilometri orari, dove il limite è di 50 chilometri. L'auto ha travolto la vittima, sbalzandola 38 metri più in là.
Non solo. Chiacchio guidava "in stato di ebbrezza alcolica", con un tasso calcolato tra 0,63 e 0,60 grammi per litro (il limite consentito per mettersi al volante è di 0,50).
Tra l'altro l'indagato si è sottoposto all'alcol test solamente quattro ore dopo i fatti e non nell'immediatezza dell'investimento. I genitori di Matteo Barone, che si costituiranno parte civile se ci sarà un processo, sono assistiti dall'avvocato Domenico Musicco.