L'allenamento ora è virtuale e Facebook vuole la prima fila

È considerato uno dei business del futuro e Mark Zuckerberg, manco a dirlo, vuole farlo suo

L'allenamento ora è virtuale e Facebook vuole la prima fila

È considerato uno dei business del futuro e Mark Zuckerberg (nella foto), manco a dirlo, vuole farlo suo. La società da lui fondata, Facebook, ribattezzata di recente Meta, ha avanzato un'offerta da 400 milioni di dollari per Supernatural, una delle società più promettenti nel campo della realtà virtuale e in particolare del cosiddetto Vr-workout, l'allenamento fisico applicato alla realtà virtuale. La mossa ha subito suscitato l'attenzione dell'autorità Antitrust, visto che la ex Facebook controlla già una delle società che dominano il settore, Meta Quest. Il timore è che anche in questo caso un piccolo monopolio sia in via di formazione.

La vendita di console, visori e altri accessori per fare ginnastica di fronte a uno schermo nel salotto di casa, venendo proiettati attraverso i meccanismi della realtà virtuale, su percorsi avventurosi o in palestre avveniristiche, aveva registrato un piccolo boom sin dal primo lockdown. Adesso il picco di vendite si sta consolidando e decine di società si sono lanciate nel settore. A fare la differenza non è solo il fascino degli scenari in cui grazie ai visori ci si trova catapultati.

La competizione si gioca sulla qualità in termini di preparazione fisica degli esercizi e dei giochi proposti. Un'università, la San Francisco State University, ha fondato il «VR Health Institute», Istituto per la Salute e la realtà virtuale, che sta sviluppando una metodologia di test e di valutazioni per misurare qualità degli esercizi e calorie bruciate in una sessione di allenamento. «Entro cinque anni», dicono gli esperti, «non ci sarà una palestra che non offra ai suoi clienti la possibilità di esercitarsi in modalità virtuale».

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