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"L'amante" di Harold Pinter: quando il tradimento è solo simulato

Il testo del premio Nobel in scena come ultimo spettacolo della trilogia della compagnia Farneto

"L'amante" di Harold Pinter: quando il tradimento è solo simulato
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In un eremo nella Tenuta di Ascagnano di Umbertide (in Umbria) trova casa la Compagnia Farneto Teatro. La sede organizzativa è a Milano, ma il nome stesso "Farneto" significa "luogo della farnia", la quercia mediterranea. Un lavoro di stabilità, continuità caratterizza i suoi attori, allenamento per affrontare i palcoscenici più dinamici e preparati d'Italia, quelli sotto la Madonnina. Ecco che Bas-Boffalora Acting Studio, lo spazio dedicato alla formazione continua dell'attore e nato in Farneto Teatro, già nel dicembre 2025 ha intrapreso il progetto "Pinter Party", che sta affrontando tre drammaturgie di Harold Pinter (1939-2008), lo scrittore e regista londinese Premio Nobel per la letteratura nel 2005, Premio Europa per il Teatro nel 2006. Idea che nasce nel dicembre 2025 con "Sketches & Short Plays", una selezione di testi brevi che attraversano l'intero arco della scrittura pinteriana dalle prime prove fino ai lavori più maturi. Il secondo capitolo, "Tradimenti" con la regia di Maurizio Schmidt, è stato presentato in prima nazionale al Teatro Out Off dal 9 al 26 aprile. Lo spettacolo "L'amante", per la regia di Luca Fusi, classe 1972 (che si forma sul teatro di movimento, in particolare sul percorso pedagogico di Jaques Lecoq e dal 2005 al 2023 vive e lavora in Burkina Faso avvicinandosi al teatro africano), sarà in scena all'Out Off fino al 10 maggio. È il terzo e ultimo capitolo del progetto "Pinter Party", il terzo e ultimo spettacolo della trilogia di Farneto Teatro dedicata all'opera di Harold Pinter, nata dalla collaborazione tra Farneto Teatro, BAS Boffalora Acting Studio e il Teatro Out Off.

Una coppia, Sara e Riccardo (Erika Maria Cordisco e Simone Debenedetti), vive isolata nella periferia di una grande città. Una casa-prigione, in cui le coscienze dei due protagonisti sono messe a nudo: come in "Tradimenti" non ci sarebbero motivazioni di reale malessere. L'insoddisfazione, l'insofferenza mascherata dei personaggi è nell'indole, non esterna. Quindi in qualche modo insuperabile. A meno che non inventarsi una doppia vita, un gioco che è una via di fuga e che si rivelerà allo stesso tempo, però, anche questa, una trappola. Riccardo diventa, per finzione voluta, di coppia, l'amante di Sara, sua moglie: i due si rinchiudono in una maschera sociale e affettiva, un gioco di ruoli in cui la loro relazione diventa un campo di forze. E pensare che il benessere periferico e piccolo borghese in cui i due vivono potrebbe bastare, potrebbe garantire il necessario. Da cui la serenità. Ma ci sono ambizioni di libertà maggiore, che si scontrano con una realtà alienante.

L'unica via di fuga per salvare l'esistente è l'invenzione, la doppia esistenza, la vita inventata fori dalle responsabilità reali: "Una messa in scena asciutta e diretta -dice Fusi-, sulle spalle di due giovani attori fragili, vivi, che cercano la verità come tutti noi, immersi nella menzogna. Quanto si può rischiare, senza farci male?".

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