In tre fanno meno degli anni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tutti e tre hanno un sito Internet, tutti e tre hanno fatto il botto alle ultime comunali. E così tutti e tre, da domani (dopo la proclamazione ufficiale) siederanno come consiglieri in Comune. Di diverso hanno gli schieramenti politici. LUlivo per Pierfrancesco Maran, Fi per Lorenzo Malagola e An per Carlo Fidanza. Banchi diversi, ma idee precise. Tanto che si può sperare che unonda verde stia per travolgere Palazzo Marino. Quasi una lobby, unalleanza trasversale pronta a superare ideologie e steccati pur di conquistare spazi per i giovani e dare un tocco di colore a una Milano che, vista dai ventenni, sembra irrimediabilmente grigia. Le premesse ci sono. A cominciare dalla valanga di voti che ha fatto eleggere la nouvelle vague ben al di sopra degli avversari più titolati. Dei baroni del consiglio pronti a stringere patti e alleanze pur di conservare la poltrona. E, invece, Maran ha incassato 1.469 preferenze. Da solo più di tutta la lista G20 della Moratti. Non un caso, assicurano i suoi, ma il frutto di sette anni di lavoro come consigliere in Zona 3. A 26 anni appena compiuti praticamente già un veterano. Prontissimo a collaborare con i coetanei («Perché no?»). A cominciare da Malagola. Nato nel novembre del 1982 (non ha nemmeno visto lItalia mundial), già una laurea alla Cattolica e ora nel curriculum anche 1.585 preferenze.
Settimo nella lista di Fi dove la guerra al voto è stata al coltello. Completa il tris Fidanza. Vicepresidente di Azione giovani, fedelissimo di Gianni Alemanno, terzo tra i candidati di An a quota 1.166. Tanto che, nonostante i 29 anni, aspira addirittura a un posto di assessore.Largo ai baby eletti pronti a «travolgere» Palazzo Marino
Hanno 79 anni in tre, ma sono stati più votati dei colleghi «big»
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