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Rapporto 2025 “Famiglia e Lavoro” di Sviluppo Lavoro Italia: cresce l’occupazione nei nuclei familiari

Per Paola Nicastro, presidente e ad di Sviluppo Lavoro Italia: “L’istruzione è un elemento chiave per aumentare le possibilità di un inserimento stabile e di qualità nel mercato del lavoro”

Paola Nicastro, presidente e ad di Sviluppo Lavoro Italia
Paola Nicastro, presidente e ad di Sviluppo Lavoro Italia
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Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato il Rapporto 2025 “Famiglia e Lavoro”, realizzato nell’ambito del Programma Statistico Nazionale del SISTAN e giunto all’undicesima edizione. Il Rapporto analizza il legame tra struttura familiare e partecipazione al mercato del lavoro, offrendo una lettura integrata delle dinamiche occupazionali e mettendo in evidenza fattori di forza e criticità che incidono sull’inclusione lavorativa, in particolare di giovani e donne.

Ripresa occupazionale e maggiore stabilità dei nuclei

Nel periodo 2021-2024 si consolida la ripresa occupazionale, con effetti positivi sulla condizione delle famiglie. I nuclei con almeno un componente occupato aumentano da 15 a 15,5 milioni (+2,9%), mentre le famiglie senza occupati diminuiscono di circa 685 mila unità (-17,8%). Crescono in modo significativo i nuclei con due o più occupati, segnale di un rafforzamento della capacità reddituale delle famiglie. La dinamica recente segna anche un’inversione rispetto alle tendenze di lungo periodo caratterizzate dalla diffusione del lavoro temporaneo e a tempo parziale: l’aumento dell’occupazione a tempo indeterminato e full-time contribuisce a ridurre il numero di famiglie prive di occupati “standard”, rafforzando la stabilità lavorativa dei nuclei, seppur con persistenti divari territoriali a svantaggio del Mezzogiorno.

Giovani e famiglie: segnali positivi

Il Rapporto evidenzia un miglioramento complessivo delle condizioni occupazionali giovanili. Nel 2024 sono circa 1,4 milioni le famiglie con almeno un giovane tra i 15 e i 29 anni in condizione di fragilità (Neet, abbandono scolastico o disoccupazione di lunga durata), pari a poco meno del 22% dei nuclei con giovani. Nel 2021 erano circa 2 milioni per un’incidenza pari al 30,8%.

Istruzione e divari di genere

In un contesto ancora caratterizzato da squilibri di genere, il titolo di studio emerge come un fattore chiave. Se da un lato nelle coppie con un solo percettore di reddito da lavoro, nell’85% dei casi è l’uomo a essere occupato, al contempo, tra le laureate la quota di occupate raggiunge l’84,5%, mentre lavorano meno di quattro donne su dieci con al massimo la licenza media. L’istruzione rappresenta dunque una leva fondamentale per rafforzare l’autonomia economica delle donne, sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavoro e promuovere una partecipazione più equilibrata al mercato del lavoro.

Le politiche per lavoro e famiglia

Per Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia: “Il Rapporto offre lo spunto per ribadire come le politiche e i servizi per il lavoro debbano valorizzare le persone e i nuclei familiari nel loro insieme, riconoscendo il lavoro come fattore di benessere e coesione sociale. Sostenere l’occupazione, a partire da quella femminile, significa rafforzare l’equilibrio delle famiglie e favorire uno sviluppo più equo e inclusivo, anche in ottica di genere. In questo quadro, i dati indicano come il possesso di titoli e competenze adeguate e costantemente aggiornate rappresenti un elemento chiave per aumentare le possibilità di un inserimento stabile e di qualità nel mercato del lavoro. Le iniziative messe in campo da Sviluppo Lavoro Italia riconoscono la centralità e l’importanza della conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, insieme a investimenti in formazione e competenze, rispondendo ai bisogni dei lavoratori con carichi di cura. È proprio sull’integrazione tra lavoro, famiglia e capitale umano che si costruisce uno sviluppo sostenibile”.

Il Rapporto Famiglia e Lavoro 2025 conferma quindi la centralità

dell’integrazione tra politiche del lavoro, istruzione, conciliazione e sostegno ai carichi di cura come base per uno sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di rafforzare il benessere delle famiglie e la coesione sociale del Paese.

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