La Lazio che verrà sarà senza Kolarov e (forse) Lichtsteiner

Si ritorna ad Auronzo di Cadore, per il ritiro precampionato (dal 10 al 30 luglio), come lo scorso anno e come due anni fa. E ci si tornerà pure nel 2011, così come confermato da Lotito, che in settimana ha tenuto a raccolta i cronisti per raccontare la Lazio che verrà. Priva presumibilmente di Kolarov, che «Marca» assicura già esser galactico, e forse anche di Lichsteiner, garanzia difensiva sì, ma anche uomo-mercato. E pure di Joaquim Boghossian, attaccante uruguaiano: ha già fatto intendere che, in caso di sbarco europeo, preferirebbe accasarsi allo Sporting Lisbona. Poco male, di attaccanti da acquistare quest’anno ce ne sono più del solito, anche se al vecchio cuore biancoceleste bisognerà spiegare, prima o poi, perché con due punte di peso in squadra (Zarate e Rocchi) e un terzo centravanti «solo» da confermare (basta versare 8 milioni e mezzo d’euro nelle casse del signor Enrico Preziosi, ndr) si senta il bisogno di comprare ancora. E dire che è sulla bocca di tutti l'obbligo di «sforbiciare» la rosa, particolare sul quale non si soffermò più di tanto Ballardini dodici mesi fa ma punto focale richiesto da Reja al fine di vivere una stagione tranquilla.
«Floccari sarà riscattato», ha assicurato il patron dei laziali, pronto a regalare le sue rassicurazioni pure su Kolarov: «Non è sul mercato. Allo stato attuale non abbiamo ricevuto nessuna offerta per il calciatore, né l’abbiamo messo in vendita. Quando arriveranno le proposte, le valuteremo. E, finché non si metterà sul mercato, non potrà neanche essere fatto un prezzo. Solo quanto questo avverrà si potrà valutare una sua possibile cessione». Sarà, ma intanto il balcanico ha fatto sapere al neo allenatore dei madrileni Mourinho che gli piacerebbe l’avventura nella Liga. A Formello sognano l’etneo Martinez e il cagliaritano Canini, Ibisevic dell’Hoffenheim (che però ha detto di non voler lasciare il club d’appartenenza) e Gobbi a parametro zero, per tacere di chi - fra i tifosi - farebbe carte false per non far partire pure Radu, romeno affidabile e «attaccatissimo» alla causa biancoceleste. Nel frattempo, mentre i calciatori cominciano le vacanze e i procuratori fanno la fila ai microfoni delle radio per esternare l’attaccamento e l’affidabilità dei loro assistiti, Lotito concede le sue proposte di visibilità: «Dal prossimo anno partirà la rivista, la web tv e la radio ufficiale della Lazio, che non è uscita ad aprile perché eravamo presi dalla situazione difficile di classica. Dal prossimo campionato inizierà il tutto. Abbiamo già registrato la testata, la Lazio ha le risorse economiche per farlo». Gran finale dedicato all’amarcord. Lunedì 7 giugno, a partire dalle 19 e 30, per festeggiare i 110 anni la squadra che conquistò il primo scudetto biancoceleste capitanata da Wilson, sfida in un triangolare a sfondo benefico la nazionale attori e una rappresentativa di politici. In campo, al Flamionio oltre a Pulici e agli altri eroi della prima era, anche laziali doc come Giordano, Piscedda e Gregucci.

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