La Lega di lotta non si prende a pugni con Cl

Emanuela Fontana
L’importanza di chiamarsi Roberto al Meeting di Rimini significa prendersi i complimenti dell’altro: «Grande Roberto!», si sgola un fan ciellino mentre passa il corteo vip. Lo sguardo allibito di tutti si sposta su Calderoli: «Era per Formigoni - ridacchia il ministro Taglia-enti - è lui che chiamano, non guardatemi. Ma andrà a finire che al Meeting si iscriveranno tutti alla Lega, pure Emiliano... ». Il riferimento è al sindaco di Bari Michele Emiliano, del Pd, che ieri ha tenuto il cerino nella conferenza stampa dei «Roberti»: Formigoni, il presidente della Lombardia, re della kermesse di Comunione e liberazione e Calderoli, il «primo leghista» a essere atterrato qui a Rimini - quasi un marziano - da quando è esplosa la polemica tra Bossi e il Vaticano sugli immigrati. È successo tutto quello che non ci si aspettava: Calderoli ha riscosso un eccezionale successo di pubblico ed è stato avvicinato da molti volontari di Cl che per coincidenza erano vestiti di verde come lui (è questo il colore scelto quest’anno dal Meeting per le magliette). E il sindaco pd Emiliano si è elevato a difensore della Chiesa consigliando a Calderoli «cautela» con il Vaticano, perché, ha detto, la mitezza «è segno di amicizia... ». «Roba da matti», commentava il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, cerimoniere al pranzo Formigoni-Calderoli.
La guerra dei Roberti è finita comunque prima di iniziare davanti a una piadina gustata tra l’una e mezzo e le due. Inutile andare per il sottile: l’oggetto del desiderio per gli omonimi si chiama Lombardia. Alle elezioni regionali mancano otto mesi, ma per le candidature si gioca tutto in questi giorni. E Rimini è un assaggio di tutte le questioni autunnali, quindi anche della più succulenta: «Resta a Formigoni», chiude la questione Lupi. «Abbiamo deciso insieme - svicolano i Roberti con i giornalisti - che risponderemo a tutte le domande tranne questa». Poi abbracci, baci, sorrisi. Calderoli in verde salvia delicato, Formigoni giacca gialla: un colpo d’occhio da bandiera brasiliana.
«C’è un accordo che tratteranno Berlusconi e Bossi - spiega il ministro della Lega al Giornale - noi abbiamo delegato ai capi». Nessun ricatto estivo, tra dialetti, inni e battibecchi con il Vaticano: «La Lega è sempre coerente, solo che gli altri vanno al mare e noi lavoriamo». Ma i primi messaggi del «capo» leghista arrivano attraverso l’emissario a Rimini: «no» alle «alleanze a macchia di leopardo», «l’Udc è contro il programma di governo, contro le leggi del governo, contro Bossi e Berlusconi. Cosa ci alleiamo a fare? per farci la guerra in casa?», si è scatenato Calderoli, smentendo così Formigoni, convinto che la Lega accetterà l’Udc.
Chi si aspettava il «primo leghista» al Meeting camminare lungo i muri, intimidito dai fulmini di Avvenire, è rimasto strabiliato. Calderoli ha imperversato tra i padiglioni della Fiera: ha visitato la pasticceria dei carcerati, è stato fermato quattro volte per le fotografie da fidanzati e famiglie di Comunione e liberazione. È stato addirittura seguito fin qui da un ingombrante tifoso di Faenza, David Savorani, che si è portato appresso una bandiera della Lega grande come un lenzuolo matrimoniale.
«Non sono a disagio, io sto benissimo», ha risposto in conferenza stampa il ministro della Semplificazione. E si è comportato di conseguenza. Ha sottolineato il suo «dolore» per ogni immigrato morto in mare. Poi al Giornale ha chiarito ancora che ci potrebbe essere una sintesi tra la posizione «condivisibile» della Chiesa e le «ragioni» del governo: «Con il buonismo si fa solo il male degli immigrati». La soluzione: la proposta italiana della «detax», ovvero destinare l’1% dell’Iva a iniziative delle Ong: «Se fosse ben accolta in ambienti internazionali, se ci fosse l’adesione di Obama, questo consentirebbe davvero di aiutare quei Paesi». È l’«aiutiamoli a casa loro» della Lega applicato all’economia planetaria e al rispetto dei diritti dell’umanità.
«Calderoli è un politico concreto, bisogna ascoltare tutti... », commentava un attivista di Cl di 17 anni, Gianluca da Busto Arsizio, allungando il foglio per l’autografo. Ma la vera notizia è un’altra. L’hanno portata due leghisti marchigiani al Meeting: a settembre aprirà un circolo della Lega nientemeno che a Loreto, la cittadina delle apparizioni della Madonna, il gioiello di fede dell’Adriatico.

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