Da Legambiente nove bandiere nere alle Alpi. Una pure allo scalatore Di Centa

Nove bandiere nere e nove verdi per segnalare<BR> le situazioni più significative di degrado<BR> o positive sulle Alpi. Un vessillo negativo <BR> a Di Centa per aver scalato il ghiacciaio <BR> del Parco Nazionale dello Stelvio a bordo di un<BR> trattore, con «scarso rispetto per la montagna»

C'è una bandiera nera pure a uno scalatore, Giorgio Di Centa, «reo» di aver scalato il ghiacciaio del Parco Nazionale dello Stelvio a bordo di un trattore, «un atto di scarso rispetto per la montagna». Nove bandiere nere e nove verdi per denunciare le situazioni più significative di degrado e cementificazione, oppure segnalare le situazioni positive sulle Alpi. Sono i riconoscimenti che saranno consegnati dalla IX spedizione della Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione col ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ogni anno effettua il check up dell'ambiente alpino.
Tra le cause dei vessilli neri resta al primo posto la speculazione edilizia. È il caso della Regione Valle D'Aosta che conquista la bandiera nera grazie a «scellerate leggi regionali per ampliare di ben il 40%, alberghi, bar e ristoranti, compresi quelli che sorgono in zone tutelate, ma anche per trasformare la ricettività turistica in più banali seconde case». Episodi speculativi sempre per eccesso di «liberismo del cemento» sono anche quelli registrati in Lombardia, dove le bandiere nere vanno al Comune di Castione della Presolana (Bergamo) che ha adottato un Pgt con 300.000 mc di aree edificabili e a Foppolo «che ha in animo un enorme investimento in seconde case». Due bandiere anche in Piemonte: ad Acceglio (Cuneo) «per il danno ambientale ed idraulico arrecato al torrente e alla borgata storica di Chiappera» e a Casalborgone (Torino) «per aver dato la possibilità di organizzare attività con veicoli fuoristrada in un Sito di Interesse Comunitario (Bosco del Vaj e Bosc Grand)». Le bandiere nere arrivano anche in Friuli Venezia Giulia: una è andata alla società Edipower «per il progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago che devasterebbe il lago naturale di Cavazzo», mentre l'altra è stata consegnata alla Regione «per l'ipotesi di realizzare un'arena da 5mila posti per lo sci di fondo sul Monte Zoncolan, già ampiamente sfruttato». Infine, per il Veneto, la bandiera nera va al comune di Sant'Anna D'Alfaedo (Verona).
Nell'elenco delle bandiere nere compare anche il nome di un famoso sportivo italiano, Giorgio Di Centa, per aver scalato il ghiacciaio del Parco Nazionale dello Stelvio a bordo di un trattore, «un atto di scarso rispetto per la montagna». La bandiera verde più importante è stata consegnata nel Parco Alpi Marittime al Centro Faunistico «Uomini e Lupi», interamente dedicato al lupo. Altra bandiera verde è andata alla Cooperativa «Donne di Montagna» di Ornica (Bergamo). Da segnalare i riconoscimenti che sono stati consegnati per il lavoro svolto sul tema delle rinnovabili e dell'efficienza energetica. A fregiarsi in questo caso della bandiera di Legambiente sono stati, in Valle D'Aosta, il comune di Saint-Denis (Aosta), in Lombardia il comune di Rovetta (Bergamo) e in Liguria Molini di Triora (Imperia), ma anche iniziative private, come quella della casa ecologica «a km zero» di Prato Carnico (Udine).
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