Il nome Pink Floyd riesce ancora a emozionare milioni di fan in tutto il mondo. Sono passati cinquantanove anni dal primo 45 giri, Arnold Layne, prodotto dall'americano Joe Boyd, che si sarebbe visto soffiare la band subito dopo la sua pubblicazione. Era stato lui a lanciarli nel suo leggendario locale londinese, lo UFO Club, dove si tenevano i primi light show conditi di LSD. Si sarebbe rifatto con i Soft Machine, prima di lanciare il folk revival. Erano i giorni di Syd Barrett, la cui deriva nel gorgo della malattia mentale avrebbe dato ai compagni presto orfani del suo talento psichedelico un imprinting di mistero destinato ad amplificarne l'intrigo. Il resto lo avrebbe fatto un sound diverso, fresco, visionario, in grado di evolversi pure in assenza di cotanto genio.
Per un ensemble che nel corso degli anni ha frantumato record su record di vendite, rappresentando per la EMI una seconda gallina dalle uova d'ora dopo lo scioglimento dei Beatles, raschiare il barile è più di una parola d'ordine.
Un barile sempre ghiotto, peraltro. Il passaggio dall'LP al CD è stato la prima frontiera e, con la morte dei supporti sonori e il ritorno al vinile che l'ha accompagnata, il piatto perdonatemi il gioco di parole è di nuovo ricco: il 5 giugno uscirà una nuova raccolta, 8-Tracks (Sony Music), contenente, per l'appunto, otto brani del periodo 1971-1979 elaborati in una sequenza unica da quello che forse è il più convincente epigono della band, Steven Wilson, attraverso effetti sonori originali che legano le canzoni in un'esperienza d'ascolto continua, in perfetto stile Floyd.
Non può che tornare alla mente un progetto analogo, guarda caso realizzato con le canzoni sempiterne dei Beatles, sempre in casa EMI: Love, creato nel 2006 per lo spettacolo omonimo del Cirque du Soleil, raccoglieva in una sorta di megasinfonia il meglio della produzione dei quattro di Liverpool sotto la sapiente regia del loro produttore storico, George Martin, ai titoli di coda, e di suo figlio Giles. Non si può dire che Steven Wilson si sia mosso sulla stessa lunghezza d'onda, ma l'accostamento è naturale. E la sua passione sfrenata per l'universo Pink Floyd e per il ritorno al rock progressivo è una garanzia: nessun fan dei Floyd avrà storto il naso.
Gli album da cui Wilson ha pescato sono Meddle del 1971, Obscured by Clouds del 1972, The Dark Side of the Moon del 1973, Wish You Were Here del 1975, Animals del 1977 e The Wall del 1979.
Insomma, il meglio del periodo post-Barrett. Le tensioni che avrebbero agitato il mai cheto Fluido Rosa erano già in atto. Tra Roger Waters e il resto della band la spaccatura dopo The Wall sarebbe diventata pressoché insanabile, fino al suo abbandono nel 1985, non senza che il frontman storico sbattesse la porta e si togliesse parecchi sassolini dalla scarpa.
Con la crescita artistica e l'assunzione di maggiore leadership da parte di David Gilmour, i classici due galli nello stesso pollaio non ci sarebbero potuti stare.
Eppure, la grinta e gli slanci politici di Waters si sposavano meravigliosamente con la vena blues della chitarra di Gilmour, incastonandosi alla perfezione tra le trame oniriche delle tastiere di Richard Wright e i contrappunti ritmici del batterista Nick Mason.
8-Tracks ce lo dimostra abbondantemente. Nella sua sequenza senza soluzione di continuità figurano brani celeberrimi e immediatamente riconoscibili, come Money, Wish You Were Here e Comfortably Numb, ma compaiono pure pezzi meno scontati. Per esempio, One Of These Days dall'album Meddle o Pigs On The Wing (da Animals), in versione integrale finora apparsa soltanto su chiavetta.
La Sony Music punta a far conoscere i Pink Floyd alle nuove generazioni attraverso questa raccolta. La speranza è che l'intrigo che ha accompagnato la band dalle sue ormai lontane origini spinga nuovi ascoltatori a prendere coscienza del loro catalogo e di un sound che ha fatto scuola.
In fondo, il 2025 è stato un anno trionfale per i Pink Floyd, con la pubblicazione di un'edizione speciale dell'album Wish You Were Here forse il più amato dal pubblico generalista a cinquant'anni dalla sua uscita. La riedizione, manco a dirlo, è finita nella Top 10 di tutto il mondo.
Pochi mesi prima, c'era stata l'uscita cinematografica di Pink Floyd at Pompeii MCMLXXII, un concerto leggendario legato a un docufilm altrettanto amato.8-Tracks sarà disponibile in vinile, CD e digitale. Fin d'ora è attivo il pre-order: https://pinkfloyd.lnk.to/8Tracks.