Lenta scalata all'Oscar dell'irlandese Farrell

L'amicizia è un po' come l'amore e, quando finisce, semina rabbia. Ira. Si cercano spiegazioni talvolta impossibili. Si meditano vendette che regolarmente tracimano. Esasperano. E complicano ogni ricucitura

Lenta scalata all'Oscar dell'irlandese Farrell

L'amicizia è un po' come l'amore e, quando finisce, semina rabbia. Ira. Si cercano spiegazioni talvolta impossibili. Si meditano vendette che regolarmente tracimano. Esasperano. E complicano ogni ricucitura. Talvolta lacerano anche chi le architetta e Colm, gran bevitore con la passione del violino, ne è simbolo ed emblema. Padraic - interpretato da Colin Farrell, che si è messo in tasca la candidatura all'Oscar come miglior attore dopo anni di fatica e qualche flop come Alexander - da compagno di bevute diventa rivale e finisce risucchiato nel gorgo incomprensibile di tanti silenzi e infiniti misteri. Talmente misteriosi da non essere spiegati nemmeno allo spettatore.

Siamo nell'Irlanda di cent'anni fa - era il 1923 e infuriava la guerra civile - e nell'isola immaginaria di Inisherin sembrava che la tensione non esistesse. Poi, all'ombra di un pub, tra campi solitari che declinano verso un mare freddo e incosciente, quella che fu amicizia sfocia in odio profondo. I familiari non sono di aiuto e la sorella con cui Padraic vive non riesce a spiegargli i motivi di un distacco improvviso quanto inspiegabile. Molte parole sono sostituite dai gesti e ne esce un film più silenzioso che chiarificatore. Fermo e talvolta poco mobile, proprio come certi prati dell'Irlanda. E sono i tratti dove in platea si ansima. Si attende ciò che non arriva, finché la situazione precipita ma i motivi restano sempre l'oscuro oggetto del desiderio.

E anche in poltrona i tempi si dilatano. È questo il difetto maggiore di un film che propone ritratti di personaggi, scavati nella pietra gelida di costiere sferzate dal vento irlandese dove una vita insieme non significa conoscersi. E il tema portante, in fondo, è proprio lì. In quei rapporti e legami che non si sciolgono. Non si spiegano. Non si capiscono.

E sono specchio di una vita in cui l'uomo si sforza di comprendere tutto, senza accettare che non tutto forse ha una ragione. Nemmeno i motivi che hanno fatto collezionare nove candidature a Gli spiriti dell'isola che rischierà di piacere a un pubblico ristretto e caffeinomane.

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