"Letizia torni ad ascoltare la città"

Il ministro scettico sui prestiti ai rom: "Non credo che li userebbero per comprarsi la casa". Sindaco promosso ma con riserva: "Serve più attenzione ai piccoli problemi dei residenti"

"Letizia torni ad ascoltare la città"

Un colpo d’acceleratore e uno di freno. Nella sua postazione al governo e ai vertici del Pdl, Ignazio La Russa tiene sempre ben in evidenza i dossier milanesi. È tornato ad aprirli ieri nel corso della sua visita al Mondiale degli homeless, all’Arena civica. Il ministro è scettico sui prestiti per la casa previsti dal piano comunale per sfoltire i campi nomadi. Attento a risolvere il rebus-moschea dando «priorità all’ordine pubblico», e convinto soprattutto che il sindaco debba avviare una «nuova fase di ascolto della città» e dei suoi problemi, soprattutto piccoli, «che per i cittadini spesso contano più dei grandi».
Ministro, qual è la situazione di Milano di fronte alle sue emergenze?
«È normale che in una città come Milano ci siano dei problemi, quel che conta è la capacità di risolverli e di ascoltare le esigenze dei cittadini. Per questo so che la Moratti desidera avviare una nuova fase d’ascolto delle esigenze successive alla sua elezione, a settembre-ottobre».
Perché la giunta deve fare di più?
«Perché superata di poco la metà del mandato occorre una fase di bilancio e di rilancio. Non perché ha fatto poco, ma i cittadini hanno grande attenzione per le piccole cose, e su quelle si può fare qualcosa in più».
Quindi il giudizio sull’azione del sindaco è positivo con un «debito» per le piccole cose?
«Esatto, le priorità dei cittadini sono invertite rispetto a quelle degli amministratori. Occorre attenzione per capire che c’è una priorità avvertita che è diversa».
Cosa intende per piccole cose?
«La pulizia, la qualità della vita, l’ordine pubblico nelle periferie. De Corato è il miglior assessore alla Sicurezza d’Italia, tante iniziative sono state realizzate, ma vanno monitorate. L’idea della Moratti, che ho condiviso, è di fare quel che è stato fatto durante la campagna elettorale. Riascoltare le associazioni, i quartieri, i cittadini».
Da questa capacità dipenderà la forza con cui il sindaco si ripresenterà davanti agli elettori?
«Le cose che si fanno nell’ultimo periodo contano sempre molto. Questi anni sono segnati dal grande successo di Expo, che ora ha tanti padri ma che prima di tutti è del sindaco, anche perché sono sicuro che se Milano avesse perso per tanti avrebbe perso solo la Moratti».
Cosa ne pensa dell’idea di dare aiuti economici ai nomadi che intendono acquistare o affittare una casa?
«Ho molti dubbi che i rom utilizzerebbero quei soldi per sistemarsi regolarmente. È sempre un bene aiutare le persone ad inserirsi, ma non lo è privilegiare chi non dà prova di voler veramente meritare un aiuto di questo genere. Ci sono tante altre persone che non sono rom, che vorrebbero un aiuto del genere e lo metterebbero a frutto».
E la questione della moschea come dev’essere risolta?
«Tutti hanno il diritto di professare la propria religione, ma c’è anche il diritto degli italiani di non avere motivi di preoccupazione per l’ordine pubblico. Per esempio la moschea all’aperto che abbiamo visto in passato non è giustificabile».
Il ministro Bossi ha detto: «La moschea? Meglio di no». Che ne pensa?
«Noi abbiamo la stessa severità della Lega. L’unica differenza è che per noi è altrettanto importante ricercare le migliori vie per l’integrazione. Ma l’integrazione non può mai avvenire a discapito della libertà, della sicurezza e della tranquillità degli italiani».
A proposito, la candidatura per il Pirellone è ancora contesa da Pdl e Lega...
«In Lombardia l’indicazione del Pdl per Formigoni è univoca. Decideranno sicuramente i partiti. Per quanto ci riguarda Berlusconi è il presidente del Pdl per cui sarà molto importante il suo pensiero. Noi abbiamo un percorso con il nostro ufficio di presidenza, con ciò che pensano le realtà locali e i coordinamenti regionali».

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