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Lettera di Bocchino: "Non un debito da 800 mila euro nè case pignorate"

di Italo Bocchino

In merito all’articolo pubblicato ieri a pagina 4 a firma di Gian Marco Chiocci vi chiedo di pubblicare la se­guente smentita ai sensi della legge sulla stampa.

1) Il titolo è falso e diffamatorio, non dovendo io 800.000 euro al si­gnor Bassini e non essendo stata pi­gnorata nessuna casa di mia proprie­tà.

2) Bassini non mi ha mai prestato soldi, ma c’è stato un rapporto com­merciale tra la finanziaria Finbroker che faceva riferimento a lui e la Edizio­ni del Roma che all’epoca faceva rife­rimento a me. Si trattò di una cessio­ne di credito autorizzata dalla presi­denza del Consiglio dei ministri con atto notarile stipulato da persone di­verse da me.

3) È falso che le somme non sono state restituite, anche perché trattan­dosi della cessione di un credito la re­stituzione l’ha fatta direttamente Pa­lazzo Chigi con tanto di interessi, così come risulta agli atti.

4) Mai Bassini mi ha parlato dei sol­di di Vitali e mai sono stato messo in contatto con Vitali dalla signora Silva­na Spina.

5) I rapporti con la società di mia moglie sono stati della signora Spina e non di Bassini, che versò un finan­ziamento per far divenire socia la sua compagna di allora e che quando si è rivolto alla magistratura di Forlì pri­ma e di Roma poi non ha avuto ragio­ne visto che il giudice competente ha detto che non esiste il credito da lui vantato.

Considerato che le accuse del si­gnor Bassini sono state da voi propala­te con evidente intento diffamatorio ho inoltre dato mandato ai miei legali di citarvi in giudizio affinché un giudi­ce possa verificare le mie ragioni.

* Vice capogruppo Pdl alla Camera
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