Lettera del ministro: «Subito bocciato chi viene sorpreso con il telefonino»

Sarà una lotta impari: la tecnologia contro le raccomandazioni di fare controlli stringenti. Che il ministero dell'istruzione ha caldeggiato per evitare le solite fughe di notizie sulle tracce. Ma la maturità è anche la corsa a chi pubblica prima i temi on line e a chi riesce a sbirciare dal cellulare la soluzione. Che corre comunque un grosso rischio: la secca esclusione dall’esame di Stato e l’anno da rifare. Ne sa qualcosa la bravissima studentessa (massimo dei voti) che l’anno scorso era stata «beccata» con il telefonino acceso. La sua ottima preparazione non è bastata a scusarla: è stata invitata ad allontanarsi dalla classe e ha dovuto ripetere l’anno. Ma anche i ragazzi più secchioni tremano all’idea di trovarsi con il foglio bianco e la mente vuota. E gli escamotage sugli «aiutini» non mancheranno. I più temuti dai commissari sono i cellulari nascosti ovunque, che potrebbero essere messi in azione dagli studenti appena la traccia viene distribuita tra i banchi. Ma le fughe di notizie avvengono anche nelle segreterie che fanno fotocopie per conto dei commissari. Facile farne una in più e consegnarla a chi di dovere. Si spera che quest’anno ci sia più rigore. Il messaggio inviato dal ministero ai dirigenti regionali dell’istruzione è stato chiarissimo: controllate i ragazzi, evitate la fuga di notizie. Insomma, la parola d’ordine è vigilare, vigilare, vigilare. Per il momento le buste segrete dormono al sicuro nelle casseforti degli istituti scolastici. Oppure dai carabinieri di zona qualora la scuola fosse sprovvista di un sistema di sicurezza. In questi casi, i militari consegneranno direttamente al presidente di commissione la busta al mattino della prova. Insomma, il rigore sulla preparazione delle tracce è stata altissima. Ora il ministero si aspetta l’impegno delle commissioni. Il conto alla rovescia è iniziato (-3). Lunedì ci sarà la riunione preliminare della commissione d’esame, composta da un presidente e tre docenti esterni più tre insegnanti interni. La sua composizione varierà da scuola a scuola: al liceo scientifico i tre esterni saranno insegnanti di italiano, filosofia e inglese; mentre al classico di italiano, matematica e scienze naturali. Gli interni, invece, sono stati nominati nelle scorse settimane direttamente dai consigli di classe che hanno pescato i nominativi tra i docenti di altre materie. Il 22 giugno si svolgerà invece la prova d’italiano. In 500mila sono attesi tra i banchi. Il giorno successivo, sarà eseguita la seconda verifica scritta (poche le sorprese, con greco al liceo classico, matematica al liceo scientifico, lingua straniera al liceo linguistico). Lunedì 28, la terza ed ultima prova scritta, il cosiddetto quizzone con orario stabilito dalle commissioni. Poi, a seguire, cinque studenti per commissione alla volta, si passerà all’ultima verifica: il colloquio orale. E da qui si capirà se la stretta chiesta dal ministro Gelmini ha centrato nel segno: i ragazzi incerti verranno infatti segnalati alla commissione (per il sei in rosso) e per loro si presume che le domande finali siano più severe.

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