La poesia come viaggio per conoscere noi stessi. Ecco le "Parole Empatiche" di Mariangela Cutrone

Un libro di poesie costruito come un viaggio emozionale. La giornalista Mariangela Cutrone esordisce nel panorama letteraio con una raccolta di poesie di ottima fattura

La poesia come viaggio per conoscere noi stessi. Ecco le "Parole Empatiche" di Mariangela Cutrone

Scrivere e imprimere su "carta" pensieri e parole non è un’impresa facile. Scrivere significa dialogare con noi stessi, scendere a fondo nell’antro più nascosto dell’animo umano. Scrivere è raccontare una storia ma è anche lasciare un segno nel cuore del lettore. Oggi, nell’era della narrativa digitale e di consumo, è difficile trovare un testo che possa – per davvero – essere fruibile a tutti e, allo stesso tempo, coinvolgere in un dibattito costruttivo. È nella poesia che c’è tutto un mondo da scoprire e che vince persino su un solido romanzo di genere. Mariangela Cutrone, in arte Mary Empatica, con il suo esordio letterario da non perdere, dal titolo "Le parole empatiche", edito da Poetica (Gruppo Santelli), disponibile all’acquisto dal 29 gennaio, conduce per mano il lettore in vortice di vivide sensazioni in un romanzo "in versi" che non si dimentica con facilità. L’autrice, laureata in Scienze della formazione primaria, di professione è una blogger e giornalista di arte, cultura, salute e benessere. Da sempre appassionata di scrittura, ha un amore intenso e profondo per i racconti e – per l’appunto – per la poesia. Un amore che ha declinato nelle sue "Parole Empatiche".

Di sicuro è un libro curato nel dettaglio, di ottima fattura, carico di spunti di riflessione, che colpisce per la scelta delle parole in "versi" invece che della classica prosa narrativa, ma convince anche nelle illustrazioni (di Davide de Brita) e nella postfazione (scritta da Carmen Talarico) che completano il quadro che l’autrice ha affidato al lettore. Una raccolta di trentacinque poesie, brevi ma intensissime, con un unico filo conduttore: raccontare una semplice emozione. Un testo trasversale quello de "Le parole empatiche" che insegna come affrontare i propri problemi irrisolti, come credere ancora nei sogni (anche quelli impossibili), e che insegna come dialogare con noi stessi per abbracciare finalmente la tanto agognata felicità.

Una raccolta di poesie unica nel suo genere. È sia un percorso intimo e personale dell’autrice, che danza tra emozioni forti e vibranti, ma è anche e soprattutto un libro in cui è bello perdersi e in cui, allo stesso tempo, è facile trovare il senso di ciò che siamo e di ciò che vorremmo essere. È come se aiutasse il lettore a scrollarsi di dosso del malcontento e di tutta la negatività per aiutare a trovare la versione migliore di noi stessi. E Mariangela non lesina dei dettagli. Scende sempre più a fondo e lo fa con un tratto dolce, tenue e istintivo. Convince con "Pagine bianche" dove affronta il desiderio di assaporare l’attimo fuggente; stupisce con "Dentro di te" dove parla dei desideri nascosti nella "tela dei disideri"; e fa sorridere ne "I ricordi più belli" in cui rivela l’importanza di conservare dentro le emozioni vere e autentiche.

Sono alcuni esempi delle poesie più forti che sono presenti ne "Le parole empatiche", ma ognuna ha un particolare aggiunto. Tutte rappresentano un viaggio verso l’ignoto che solo alla fine raggiunge la sua (bellissima) meta.

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