LETTORI? NO, AMICI

Mi rendo conto che, ormai, questa nota sta diventando praticamente una rubrica quotidiana. Ma, lo sapete, questo Giornale è come una grande famiglia, dove ognuno può dire la sua, anche quando è il contrario della nostra. Si chiama libertà. E il bello è che, spesso, si instaura un dialogo a distanza fra i lettori che si conoscono solo di nome, ma - dibattendo sulle nostre pagine - diventano amici. E’ qualcosa di bellissimo, di unico, che da solo vale il nostro lavoro. E che si abbina a un altro bel fenomeno che si sta diffondendo in città: la diffusione del garantismo. Forcaioli comunisti che volevano Craxi e Berlusconi a marcire in galera e forcaioli di destra che pensavano alla Cayenna per proprietà transitiva per Burlando al momento dell’arresto di un suo amico, difendono tutti insieme appassionatamente i dirigenti del Genoa. Fosse stato anche solo per questo, l’inchiesta sarebbe servita a qualcosa.
Certo, in questi giorni, arrivano anche lettere di protesta. A far paura ad alcuni nostri lettori deboli di cuore sono alcuni titoli troppo forti sul Genoa, ultimo della serie quello sul rischio di un «nuovo G8» in città. Se qualcuno si è offeso (ad esempio il nostro amico Leopoldo Ricci, di cui ospitiamo uno sfogo, mi auguro momentaneo, all’interno) è chiaro che ce ne scusiamo. Ma, a volte, basta leggere con attenzione: noi abbiamo solo dato conto di un’idea dei «duri», come era scritto chiaramente nel titolo e ancor più nell’articolo. Non c’è nemmeno bisogno di dire che i tifosi del Genoa (e anche quelli della Samp) sono fra i migliori d’Italia, di una correttezza esemplare e sempre in prima linea delle battaglie. Ma quelle di solidarietà, non altre.
Eppure, se c’è tensione in città e qualche irresponsabile soffia sul fuoco - rischiando di infangare il Genoa e i suoi Tifosi - occorre scriverlo. Se qualcuno parla di «nuovo G8», bisogna dirlo. Certo, come impone l’abc del giornalismo, dopo aver fatto le verifiche necessarie, con tutte le fonti istituzionali, a partire dal questore Salvatore Presenti che sta monitorando con attenzione ogni movimento. E che, insieme al prefetto Giuseppe Romano, è la migliore garanzia per Genova.
Ma ribadisco quello che abbiamo scritto nei giorni scorsi. Il dovere di un giornale e di un giornalista è di informare. Io, personalmente voglio fortissimamente in Genoa in A, e senza penalizzazioni. Ma se il regolamento parla di rischi di penalizzazione, di retrocessione in B o addirittura in C, perchè non scriverlo? Pensate che se noi non lo scriviamo, come fanno altri, il regolamento cambi? Ma su, siamo seri.
Insomma, chi - pur sperando come noi, legittimamente, che sia tutta una bolla di sapone - vuole avere notizie, può continuare tranquillamente a leggere questo Giornale. Chi cerca solo articoli autoconsolatori o autocensori, merita altri giornali.

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