La lezione della supermamma Rigaudo, quarta nella 20km

Come sono brave le mamme d’Italia, come sono super le mamme d’Italia. Qualcuno dirà: lo sapevamo già. Si, vero, ma detto nello sport è un bello schiaffone ai maschietti perdi tempo e perdi occasioni. Un’altra mamma ha risollevato la faccia nostra, quella dello sport atletico che tien sguardo basso quanto mai. Elisa Rigaudo ha la dolce durezza della piemunteisa determinata e tosta. Dovevate vederla ieri, la fatica dello sguardo nascosta dagli occhiali, il viso che serrava le gote, eccola sgomitare come la marcia impone in quel movimento innaturale dal quale ogni momento vorresti liberare il corpo e le gambe. La strada di Daegu era un rettilineo con poca ombra, le ragazze della marcia immerse nel caldo afoso coreano, le russe al solito a dettare il passo (scontato il successo della Kaniskina), la cinese Hong Liu un’ombra nella scia (argento con pizzico d’Italia: la guida Sandro Damilano) e lei ogni tanto a prender aria, altre volte in affanno, mai senza bussola. «Ho fatto una corsa soprattutto con la testa, ho ascoltato il mio corpo, ora mi conosco meglio». L’ha detto come fosse un ringraziamento a Elena, la bimba sua nata in settembre.
L’ha detto a modo suo: «La marcia è la mia passione. Elena è la mia famiglia». Dunque grazie Elena che ci hai restituito una mamma d’Italia pronta a sgomitare ancora per una medaglia: stavolta è arrivato il quarto posto nella 20 km di Daegu, il suo miglior risultato in un mondiale, però fra un anno ci sarà Londra. Mamma Elisa c’è, ce lo ha detto con quelle braccia levate all’arrivo, con quel sorriso liberatorio, con quelle parole. «È stata Elena a darmi tanta energia. Questo risultato vale più di una medaglia». La Rigaudo (bronzo a Pechino) ha ripreso ad allenarsi da otto mesi, perchè Elena è nata in settembre. E ci ha riportato al mondo delle donne dello sport che tornano e stupiscono. La nascita di Pietro ci lasciò mamma Valentina (Vezzali) occhi di tigre e ancora vincente fra le ragazze del fioretto. Janek e Jonas sono i due talismani di mamma Josefa (Idem). La Idem straordinaria nel guadagnarsi un’ altra qualificazione olimpica, Valentina sempre davanti a tutte nell’acchiappare medaglie. Le mamme fanno spot, non solo nel senso pubblicitario. Né ci siam dimenticati mamma Fiona May che, avuta Larissa, però mollò un po’.
Ma qual è il segreto di queste mamme, non solo le nostre, che nello sport danno lezioni a tutti? La risposta sta in una frase che la Rigaudo si porta dentro come un mantra. «Sono una ragazza con i piedi per terra piuttosto che sugli astri…». E detto da una che, dopo la marcia, ama l’alpinismo, fa intuire quanto sia inarrivabile l’universo donna per certi maschietti viziati e capricciosi. L’altura è un piacere ed una necessità per la Rigaudo che soffre dei problemi di ematocrito e emoglobina bassa. Tutto serve, anche scalare il Monte Bianco e il Kilimangiaro, o affidarsi sempre, e senza remore, alla cura tecnica di Sandro Damilano che oggi veste la maglietta della Cina, ed ha superato le polemiche del suo addio al clan azzurro dimostrando quanto valgono i suoi atleti: un argento (cinese), un quarto (italiano) e un quinto (cinese) fra le donne, un quarto posto (cinese) fra gli uomini. «Niente male il clan Damilano, vero?», ha detto con un pizzico di polemica Sandro. Per ora gli unici italiani rimasti fra i top. Forza mamme lavorate per lo sport.

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