Leggi il settimanale

La lezione di Venezia a chi a Milano cerca un buon candidato

Sarebbe forse il caso di imparare la lezione, capendo che un buon candidato può mandare gambe all'aria qualunque sondaggio

La lezione di Venezia a chi a Milano cerca un buon candidato
00:00 00:00

A Venezia una "batosta impensabile" ha sentenziato quel gran filosofo di Massimo Cacciari, commentando il naufragio del centrosinistra tra adoratori della Costituzione e bengalesi naturalizzati per poter scendere in campo. Alchimie da apprendisti stregoni che sono loro esplose tra le mani. Eppure nessuno avrebbe scommesso su Simone Venturini, il nuovo sindaco che già rifiuta l'etichetta di cadetto di Brugnaro. A ragione, guardando il pesante 30,10% della sua lista con cui ha schiantato tutti i partiti. Ma ha soprattutto umiliato chi lo dava per perdente. Tutto questo per dire che anche a Milano si dice che non ci sia partita. Che utilizzando come cavallo di Troia Mario Calabresi, così come già 10 anni fa con Beppe Sala, il Pd espugnerà Palazzo Marino per riconsegnarlo poi a verdi, arcobaleno, centri sociali e pro Pal. E sarebbe la quarta volta consecutiva, evenienza che difficilmente i cittadini esasperati dalle amministrazioni di sinistra, perdonerebbero ai colonnelli del centrodestra. Regalando magari un voto di protesta al candidato che il generale Vannacci minaccia di schierare. E allora, tornando a Venezia, sarebbe forse il caso di imparare la lezione, capendo che un buon candidato può mandare gambe all'aria qualunque sondaggio e quella macchiana da guerra messa a punto da stampa progressista e politici di sinistra che dà molta importanza ai pochi amici e nessuna voce ai tanti cittadini. Si dirà che Milano non è Venezia, ma i problemi sono quelli.

E allora l'identikit del candidato è pronto: un amministratore con buona esperienza, attento alla sicurezza, al piccolo commercio, al volontariato e ai giovani. Tante piccole cose di pessimo gusto per la sinistra chic di Zona 1, ma indispensabili per la maggioranza dei milanesi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica