Libri ma non solo Nella capitale è fumetto-mania

Mostre, scuole per imparare il «mestiere», vere e proprie boutique di settore, corner speciali e scaffali pieni nelle librerie, gadget e oggetti di design, ma soprattutto un boom di volumi ad hoc comparsi sotto l'ombrellone, in autobus ed in ogni altra pausa «mordi-e-fuggi» dell’estate, che sia in vacanza o in città. A Roma insomma è scoppiata la fumetto-mania. Al genere, prima ritenuto di nicchia e solo per ragazzi o cultori, oggi viene riconosciuta una dignità «adulta» come nuova forma d’arte ed espressione.
A testimoniarne crescita ed evoluzione sono innanzitutto i musei. Sono ben due, infatti, le esposizioni che la Capitale dedica alle «strisce». Palazzo Incontro, in via dei Prefetti, fino al 13 settembre, ospita «Diabolik-Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente», che, a quasi cinquant’anni dalla sua creazione da parte delle sorelle Angela e Luciana Giussani ricorda e celebre la più «pericolosa» - e passionale - coppia del fumetto. Strisce e tavole entrano perfino nel museo etrusco di Villa Giulia, con «Etruscomix», che con la partecipazione «griffata» di Milo Manara, autore dell’immagine simbolo del progetto, fino al 25 ottobre, tra i reperti archeologici espone le tavole di sei storie realizzate da altrettanti disegnatori, ispirate ai luoghi etruschi nel Lazio, dalla necropoli di Cerveteri a quella di Tarquinia, fino a Villa Giulia. I fumetti si fanno arte, mescolandosi al design, pure nei quadri che si possono acquistare in più negozi di interni, da Linearia a Art’è, fino a Tech it Easy, ma, più ancora, nelle tante tele esposte sui marciapiedi della città, nuovi oggetti di culto dei suk notturni, a partire da quello che, ogni sera, riapre a Ponte Sisto. Tra i soggetti preferiti, Diabolik e Superman, che, non a caso, compaiono anche su complementi d'arredo, da poltrone e divani a biancheria per il letto, senza dimenticare l’abbigliamento, con t-shirt, borse - in piazza di Spagna da Gilli, il "cubo" di Superman - e gioielli. La vera prova, però, si ha in libreria. Al di là di quelle specializzate, come l'ormai storica Casa del Fumetto, in via Nais, infatti, il numero di fumetti e graphic novel è vertiginosamente aumentato anche in quelle «tradizionali», da Feltrinelli e Mondadori ad Arion, ottenendo l'attenzione di settori specifici. In una sorta di studio del genere e della sua storia - e storie - a conquistare i romani, quest’estate, sembrano essere soprattutto i «classici», ai primi posti nelle vendite con albi e antologie d'autore. La lotta tra bene e male, con tutti i suoi lati oscuri, si mette in mostra in un bianco e nero intransigente firmato da autori che hanno fatto la storia del fumetto nell’antologia «Batman. Black & White» (Planeta De Agostini), che riunisce oltre sessanta «chine» d'eccellenza, da José Muñoz e Enrique Breccia a Claudio Castellini e Joe Kubert, per raccontare una moderna visione dell'eroe, rispettosa del personaggio originale ma con licenze d’artista. Un approfondimento irresistibile per Bat-maniaci, che offre pure una sorta di «censimento» della scena internazionale dei comics. Tutta italiano «Trino» di Altan (Gallucci), il papà della Pimpa per intenderci, che riunisce alcune delle più divertenti strisce pubblicate dall’autore dal 1975 sulla rivista Linus, che hanno come protagonista il rapporto tra il Creatore Supremo ed un piccolo dio pasticcione, sottoposto malpagato cui viene demandata la creazione del mondo con un rigido «contratto» che impone produttività e economia. Insomma, massima efficienza, minima spesa e lauti guadagni, come in ogni industria, con il sarcasmo di originali «adattamenti» di questa religione da fabbrica - e della fabbrica - che con l'«uno e trino» giustifica la regola di «lavorare per tre ed essere pagati per uno». Un altro classico della comicità torna a nuova vita con «Il libro d'oro del Mago Wiz. 40 anni di risate» (Panini Comics) di Johnny Hart, già autore di B.C. - protagonista di un altro Libro d'Oro dello stesso editore - e Brant Parker: in pochi tratti essenziali, la satira pungente di un governo fanfarone ambientata in epoca medievale - ma modernissima nella mentalità - tra re, maghi e soldati. Dagli anni Settanta al Duemila, una carrellata di irresistibili strisce e personaggi così inadatti alla carica che rivestono da essere perfettamente credibili, da Rodney, «cavaliere senza macchia e con molta paura» all’avvinazzato Bung, giullare di corte pieno di "litri di spirito". La passione per il fumetto non trascura i manga. Sono ritenuti cult già prima di uscire i lavori di Jiro Taniguchi, che ha appena pubblicato «La montagna magica» (Rizzoli/Lizard), altra «tappa» dei surreali viaggi indietro nel tempo, caratteristici dell'autore, tra memoria, magia e formazione, nella rimarcata consapevolezza dell’incosciente maturità insita nel mondo dei bambini.
Non solo libri da leggere. Tra gli appuntamenti per appassionati, scuole e corsi per aspiranti disegnatori, dalla Scuola Romana Fumetti, in via Flaminia, alla Scuola Internazionale di Comics, in via Ostiense, senza dimenticare gli ormai tradizionali appuntamenti con festival, come Romics, ogni anno alla Fiera di Roma, e il più recente Manziana Comics. I fumetti a Roma fanno «boom».

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