La Liguria alla «conquista» della Lunigiana

(...) o meglio quel pezzetto di Toscana che dovrebbe essere in Liguria. E che intanto è diventata famosissima anche perché lì, nel paesino di Bagnone, la fortuna ha voluto regalare i con il Superenalotto, i 148 milioni di euro che restano la più alta vincita di una lotteria in Italia.
E anche questo magari è un motivo in più per spiegare perché la Lunigiana faccia gola a molti. Insomma, l’ipotesi che la manovra correttiva cancelli la provincia di Massa e Carrara potrebbe anche interessare la Liguria, che in un’ipotetica «spartizione» avrebbe le sue carte da giocare per annettersi proprio la Lunigiana. Una sorta di completamento di un processo storico-amministrativo già iniziato nel 1923. Quando la provincia di Spezia ancora non esisteva e l’estremo levante della regione faceva riferimento a Genova, qualche zona collinare oggi spezzina era ricompresa nella provincia di Massa Carrara. Poi, con il Regio Decreto di 87 anni fa e la creazione della «Provincia di Spezia», la Liguria iniziò l’espansione, «avanzando» verso la Lunigiana e conquistando i comuni di Calice al Cornoviglio e Rocchetta di Vara.
Finora però occorre parlare al condizionale. Perché l’ipotesi di cancellazione delle province più piccole non è così scontato, visto che Silvio Berlusconi ha ancora ieri personalmente frenato sul progetto. Finendo per smorzare gli entusiasmi di chi si vedeva già «spacchettato» nell’area più gradita. È il caso ad esempio di Lucio Barani, storico sindaco di Aulla, poi di Villafranca Lunigiana e deputato del Pdl, che non ha nascosto la propria «euforia». Sul versante opposto, tra coloro che non vogliono neppure sentir parlare di cancellazione di una delle province più antiche, ci sono anche nomi famosi, alcuni dei quali però involontariamente finiscono per «tradire» la loro vicinanza alla Liguria. È il caso ad esempio di Gigi Buffon, portierone della nazionale azzurra. Nato a Carrara, tanto che il ct Marcello Lippi lo ha sempre definito come uno «scolpito nel marmo», il Numero Uno dell’Italia è rimasto a bocca aperta appena la notizia è giunta nel ritiro del Sestriere: «Io ci tengo a queste cose. Ora voglio capire: siamo sicuri che a 220mila abitanti (il limite di sopravvivenza, ndr) non ci arriviamo? E poi sotto chi finiamo? No, davvero, anche la provincia per me è un’appartenenza». Già, un’appartenenza. Ma non è forse un caso se proprio da bambino, da tifoso che sognava di diventare un campione, Gigi Buffon era naturalmente attratto dalla Liguria, da Genova, dal Genoa, di cui si è sempre professato tifoso, pur se ormai ex praticante.
E chi contesta l’ipotesi della cancellazione della provincia di Massa Carrara usa le armi del confronto diretto. Angelo Zubbani, sindaco di Carrara, prova a coinvolgere gli altri: «O il governo abolisce tutte le province o le lascia tutte». Più diretto il sindaco di Massa, Roberto Pucci, che legge come «favore alla Lega» l’introduzione di alcune eccezioni alla regola dei 220mila abitanti come limite minimo per l’esistenza di un ente. Un punto che indirettamente tira in ballo la Liguria, e in particolare la provincia di Imperia, oscillante intorno alla soglia dei 220mila a seconda che venga usato come parametro il dato del censimento o dell’ultimo rilevamento Istat. Imperia però sarebbe comunque salva in quanto la bozza prevederebbe l’esclusione di tutti quei territori confinanti con altri Stati. Il «peso» politico nella scelta verrebbe però smentito da un banale confronto. Imperia infatti non è certo terra leghista. E anche chi vedesse la mano di Claudio Scajola dietro questa eccezione «salva-Imperia» dovrebbe ammettere che anche Massa Carrara e in particolare la Lunigiana avrebbero il loro «tutor» di peso nel Pdl. Sandro Bondi infatti, già sindaco di Fivizzano, suo paese natale, si era candidato per il centrodestra proprio alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Se fosse una questione di favori agli amici, forse oggi il problema non si porrebbe neppure.
Magari non si porrà davvero, viste le parole del premier. Ma in zona il dibattito ormai è entrato nel vivo. E i diretti interessati, i cittadini coinvolti, dicono eventualmente di preferire l’annessione alla toscanissima Lucca, piuttosto che alla Liguria. Anche perché da quelle parti leggono i giornali liguri e sanno come vanno le cose al di qua di Sarzana.

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