L'Inter vince un altro "titulo" Ai nerazzurri il diciottesimo scudetto

L'Inter vince a Siena e conquista il quinto scudetto consecutivo (guarda le foto). Mou si commuove ma dice: "Non mi sento a casa". Grande festa a Milano: foto. L'arrivo del pullman della squadra in piazza Duomo e lo striscione contro Totti

L'Inter vince un altro "titulo" 
Ai nerazzurri il diciottesimo scudetto

E' "titulo", il quinto consecutivo, per l'Inter (il tutto sono 18 "tituli") che a Siena compie l'ultima impresa, vince e si ricuce lo scudetto sulla maglia (sognando l'ultima impresa, quella della Champions). Nerazzurri campioni d'Italia nell'avvincente volata scudetto con la Roma che ha battuto il Chievo per 2 a 0 con reti di Vucinic e De Rossi, e che poteva che sperare in un passo falso (o nell'impressissima del Siena). Mourinho, i giocatori nerazzurri e il presidente Moratti sugli scudi, insomma.

Milito, dal piede del Principe il gol scudetto Con il grande Milito andato in gol al 12' del secondo tempo. Lo regala lui, il Principe, lo scudetto numero 18, segnando il gol numero 22. Il suo diagonale chiude la sfida lanciata dalla Roma. Alle 16.17 della sera nell'arena di Siena. Uomo gol, uomo scudetto, campione a tutto tondo in una squadra di campioni che ha saputo ribattere colpo su colpo ad avversari e polemiche, impegnata, concentrata solo nella corsa al grande slam. Coppa Italia e campionato: due "tituli". Arriverà anche il terzo, quello più prestigioso, con il Bayern ultimo ostacolo di una stagione comunque da incorniciare.

Esultanza di giocatori e Mou in campo, esultanza sugli spalti fra i tifosi in trasferta. Gioia esplosa come un urlo liberatorio e collettivo (Che fa dimenticare l'esultanza dei tifosi del Siena quando la Roma era andata in vantaggio per la prima volta a Verona...). Campioni d'Italia. Con la Coppa due "tituli" in una stagione. E un abbraccio lungo e appassionato con i familiari, la sorella Bedi, l'amico Tronchetti Provera e il dirigente Paolillo. Così Massimo Moratti ha festeggiato la conquista dello scudetto. Appena Morganti ha fischiato la fine della gara, il presidente nerazzurro ha abbracciato il figlio, la moglie, la sorella e le altre persone che aveva accanto. E Moratti è sceso in campo fra gli applausi ai tifosi che ha ringraziato. Mentre a Milano è esplosa la festa nerazzurra dalla periferia a piazza Duomo, degno scenario di uno dei "tituli" più belli e combattuti. Emozione che rimbalza a Siena, con le lacrime di Mourinho che durante la premiazione per lo scudetto si è mostrato visibilmente commosso, mentre riceveva il tributo e gli applausi di tutti i tifosi.

Capitan Zanetti: ''Alla fine ha vinto la squadra più forte, ma complimenti alla Roma che ha fatto un grande campionato". Javier Zanetti non nasconde l'emozione, il capitano nerazzurro sottolinea che il titolo conquistato è "la dimostrazione della forza di questa squadra" dice ai microfoni di Sky. Quanto alle dediche "il pensiero va alla mia famiglia, ai nipotini che sono nati in Argentina e che mi stanno seguendo, a tutti i tifosi venuti qui a Siena. Adesso bisogna pensare a un'altra finale, ma ora godiamoci questo quinto scudetto, che ce lo meritiamo". Visibilmente commosso l'autore del gol-scudetto, Diego Milito: "E' una gioia incredibile, ripaga del lavoro di tutto l'anno. Ce lo meritiamo. Da domani penseremo alla bellissima finale di Champions, che naturalmente cercheremo di vincere".

Moratti: "Mai avuto paura di non farcela" "La partita è stata ottima, correva anche il portiere del Siena per non perdere tempo. E' stato un campionato meritato". Il presidente dell'Inter Massimo Moratti ai microfoni di Stadio Sprint esulta "scudetto meritato" e ammette di non aver temuto di perdere lo scudetto: "Paura di perdere? La Roma è stata in testa due domeniche e basta".

"Vinto contro tutto e tutti" "All' Inter capita sempre di vincere contro tutto e tutti. Questo è stato lo scudetto di Mourinho, così come lo è stato quello della scorsa stagione. E' stata una vittoria sofferta, come sofferto è stato tutto il campionato fino all' ultimo minuto", ricorda Moratti. 

"Mourinho per sempre ma..." "Mourinho ha un contratto con noi per molti anni, poi vedremo quello che succederà. Vorrei rimanesse per sempre, ma non so. Se resta a Madrid dopo la finale? Non lo so". Moratti riconosce i meriti del tecnico portoghese, ma sul futuro del matrimonio tra lo Special One e la sua squadra non può dare garanzie. Per Moratti Mourinho "é un uomo splendido, un allenatore vincente che si dedica anima e corpo a questa squadra. Il numero uno nerazzurro ha aggiunto: "Herrera? A José non piacciono i paragoni. Diciamo che Herrera è stato il numero uno, Mou è lo Special Numero Uno. La Grande Inter? Come i Beatles, non si paragona con nessuno".

E di Balotelli dice... Il presidente parla anche di alcuni giocatori e della finale di Champions. Un pensiero lo ha avuto per Mario Balotelli. "E' un campione da Inter, fa parte dell' Inter per stile gioco e carattere. In questo momento è un giocatore dell' Inter, ma non é detto che si facciano scelte diverse, ma per adesso rimane con noi". "Affrontiamo la finale come la sfida più importante dell' anno. Se dovesse arrivare la Coppa sarebbe un grande regalo. Arriverebbe dopo una campagna acquisti in cui abbiamo fatto cinque innesti mirati che mi pare abbiano dato i loro frutti".

Mou: è la prima volta che vinco all'ultimo minuto "Mi mancava questo, vincere un campionato nell'ultima partita e all'ultimo minuto. Ho vinto a casa, in albergo, con 4-5 partite dalla fine, questa esperienza é nuova e non la voglio ripetere": chiude con una risata José Mourinho che si gode il suo secondo titolo milanese. Il tecnico portoghese ha definito "meritata" la vittoria dello scudetto. "Il momento più difficile? Dopo la partita con la Fiorentina: a quel punto - ha detto a Inter Channel - noi eravamo secondi e non dipendevamo solo da noi. Sapevamo che non bastava vincerle tutte e poi giocavamo con la Juve che non sarebbe venuta a Milano per vincere ma per non far vincere all'Inter il campionato. Poi la Roma ha perso con la Sampdoria, noi siamo stati di nuovo proprietari del nostro destino ed è stato facile".

"Fantastico, abbiamo meritato" Mou ha ricordato che "vincere campionato e coppa nella stessa stagione è sempre fantastico". "In un campionato - ha aggiunto - alla fine ci sono 40 partite e vince sempre chi merita. Abbiamo meritato, doveva essere più facile, avevamo un vantaggio interessante a metà campionato poi per ragioni diverse, qualche colpa nostra qualcuna no, abbiamo perso tanti punti. E giocare quattro partite di Champions con Chelsea e Barcellona ha reso tutto più difficile". Mourinho ha reso onore anche al Siena che "ha fatto una grande gara per una squadra che voleva pareggiare e tu devi aspettarti questo dal tuo avversario anche se sta già in B. Gioca per orgoglio, sono professionisti, qualcuno giocava anche per la Roma. Abbiamo avuto tranquillità, abbiamo creato e costruito: mi aspettavo di finire con altri gol, tu sai che la Roma ha la partita in tasca e basta un dettaglio per farti perdere tutto. Ma la squadra con tranquillità e concentrazione ha vinto". "In questo momento - ha concluso - non ho la forza per tornare in pullman e in aereo per vedere dvd del Bayern. Però da domani inizio a lavorare"

"Lontanissimo dal Real" "In questo momento non sono egoista per pensare a me stesso, penso solo all'Inter, ai miei giocatori. Dopo Madrid ci sarà il tempo di essere egoista per uno, due, tre giorni e penserò a quello che mi farà più felice dal punto di vista professionale, devo pensare. Ma ora, al cento per cento, posso dire che non è vero che sto con un piede e mezzo al Real. No, sono lontanissimo dall'essere l'allenatore del Real".

"Non mi sono sentito a casa... e poi non c'é stato più tempo per pensare. Adesso però c'é una settimana storica per l'Inter, voglio preparare la squadra al meglio e poi respirare a fondo, pensare a me stesso, ea quello che mi renderà più felice". José non si smentisce, quando parla, va dritto al succo delle cose e ripete che il suo rapporto con l'Italia non è mai stato eccellente, anche se adesso c'é la Champions per completare la tripletta. E questo è quello che conta. Al resto si penserà dopo il 22 maggio.

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