Isola Tiberina a Roma, storia e leggende dell'isola nel Tevere

L'Isola Tiberina è uno luogo molto particolare di Roma, situato in mezzo al Tevere e ricco di storia ma anche di curiosi miti e leggende

Isola Tiberina a Roma, storia e leggende dell'isola nel Tevere

L'Isola Tiberina è uno dei luoghi di Roma dove ogni turista e viaggiatore che si rispetti deve fare almeno una visita. Si trova nel tratto del Tevere dove l'acqua è un po' più bassa e l'ansa del fiume ne segna la corsa tra i rioni di Trastevere e Monti. Il tutto a poca distanza dal Circo Massimo, dalla Bocca della Verità e di quell'Altare della Patria che affaccia su piazza Venezia e sui Fori Imperiali. Un vero e proprio concentrato di storia e di cultura, tra i più cari ai turisti, ma anche agli stessi romani.

Quando si ripercorre la storia dell'Isola Tiberina è inevitabile incorrere in episodi che hanno segnato la vita di Roma, come anche assaporare il gusto dei miti e delle leggende che circondano la "sacra insula Tiberina". Alcune di queste narrazioni sono legate alle origini stesse di quest'isola, ancora oggi collegata alle sponde del Tevere tramite due ponti: Ponte Fabricio, edificato nel 62 a.C., e Ponte Cestio, costruito nel 46 avanti Cristo. Oltre a essere conosciuto come il ponte più antico di Roma, Ponte Fabricio è noto anche come "Ponte dei Quattro Capi" per via delle erme romane situate sui parapetti.

L'Isola Tiberina e la leggenda di Tarquinio il Superbo

Attualmente l'Isola Tiberina ha una lunghezza di circa 300 metri e una larghezza di più o meno 90. Nel corso dei secoli ha subito varie lavorazioni, con la realizzazione di diversi edifici e della pavimentazione in marmo. Riguardo invece le sue origini è nota una leggenda che le vuole ricondotte al 509 a.C., al tempo della cacciata di Lucio Tarquinio (anche detto Tarquinio il Superbo). Stando ai racconti popolari l'isolasi sarebbe formata in seguito a un curioso episodio.

I romani gettarono le scorte di covoni di grano appartenenti all'ultimo re di Roma in mezzo al Tevere, ma il quantitativo era talmente elevato da restare bloccato; col tempo i sedimenti trasportati dalla corrente avrebbero saldato i covoni trasformando il blocco informe nell'attuale isola.

Un'altra leggenda riguarda invece la trasformazione dell'isola in terra edificata. Si racconta che nel 291 a.C. alcuni sacerdoti avevano inviato, dopo aver consultato i sibillini, alcuni emissari a Epidauro. Dal luogo di culto del dio della medicina Esculapio i delegati riportarono un serpente, animale caro alla divinità: una volta nei pressi dell'isola il serpente saltò in acqua e si rifugiò lì tra le due sponde. In quel luogo venne eretto un tempio dedicato a Esculapio, sui cui resti venne poi costruita la chiesa di San Bartolomeo all’Isola.

La formazione dell'isola e il ponte Emilio

Alla base della formazione dell'Isola Tiberina vi è nella realtà una base di tufo, piuttosto compatta, sulla quale si sono via via sedimentati i materiali trasportati dalla corrente del Tevere. Poco distante dall'isola si trova Ponte Emilio, dal 1598 detto anche "Ponte Rotto". Costruito in epoca romana (291 a.C.), il ponte fu soggetto nei secoli a diverse ricostruzioni, rese necessarie dai danni causati dalle piene del fiume. Sul finire del '500 si decise di non ricostruirlo ulteriormente, da qui il soprannome "rotto".

Sopravvissero fino all'Ottocento tre delle arcate cinquecentesche, due delle quali vennero però demolite per agevolare la realizzazione degli argini del fiume. Del Ponte Rotto resta ora una sola arcata, realizzata nel 1575 dall'architetto Matteo di Castello, sorretta dai piloni originali del II secolo avanti Cristo.

Commenti