Dalla Liguria alla Sicilia, i riti della Settimana Santa

Nelle diverse regioni italiane, nel corso della Settimana Santa, si svolgono riti antichi e suggestivi: dalle palme intrecciate alle caremme

Dalla Liguria alla Sicilia, i riti della Settimana Santa

La tradizioni della Settimana Santa sono particolarmente sentite in Italia. Non solo perché è un Paese a stragrande maggioranza cattolica ma anche perché queste tradizioni rappresentano molto spesso le radici di un determinato luogo.

I riti sono tanti e partono dalla domenica che precede la Pasqua per trovare il loro culmine tra il Giovedì e il Venerdì Santo. C’è infatti molto altro oltre alla classica “ultima cena” con il pane benedetto e la lavanda dei piedi che vengono riproposte in moltissime parrocchie: dette tradizioni costituiscono un ricco mosaico culturale che rappresenta l’identità di molte città e paesi in questo periodo dell’anno.

La Domenica delle Palme

Palme intrecciate

La Domenica delle Palme, nella liturgia cattolica, ricorda il momento dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, quando il figlio di Dio venne accolto da una folla che lo salutò con palme intrecciate. Le palme intrecciate sono una caratteristica di molti luoghi d’Italia, in particolare in Sicilia, nella zona di Bordighera e Sanremo in Liguria (dove prendono il nome di parmureli), e in Sardegna, dove sono particolarmente scenografiche e si chiamano tessidura de pramma o prammas pintandas. In Costiera Amalfitana, insieme alle palme, vengono intrecciati invece confetti e piccoli fiori di carta.

In Calabria accade invece qualcosa di molto speciale. Vengono infatti prodotte, a partire dall’intreccio delle palme, delle pupazze, figure femminili in cui vengono utilizzati anche rami e foglie d’ulivo. Le pupazze sono in realtà, come spesso accade nelle tradizioni religiose italiane, uno dei punti di contatto tra l’antichità pagana della Grecia e di Roma e il mondo cristiano: la pupazza incarna infatti Persefone, la dea triforme che appare sulla terra a primavera. Nel borgo di Bova si svolge una peculiare processione con le pupazze oppure esse vengono apposte fuori dalla porta di casa come simbolo benaugurante.

I Sepolcri

Altare della Reposizione a Genova
Altare della Reposizione a Genova

C’è una tradizione del Giovedì Santo, diffusa in Sicilia, Puglia, Calabria, Campania, Lazio, Liguria e Sardegna, che si ripete e perpetua ogni Giovedì Santo. Dopo la messa con la lavanda dei piedi e la benedizione del pane infatti, gli edifici di culto restano aperti spesso fino a tardissima ora per permettere ai fedeli di visitarli. Qui si potranno ammirare i “sepolcri” o Altari della Reposizione, particolari sistemazioni scenografiche degli altari maggiori (o comunque degli altari in cui non si trova il Tabernacolo): qui viene posta in via eccezionale l’urna con l’Eucarestia, oltre che elementi simbolici della cristianità.

Tra questi elementi ci sono fiori e soprattutto germogli di grano o legumi che, nelle settimane precedenti, vengono fatti crescere al buio in modo che restino bianchi impedendo quindi la fotosintesi clorofilliana. In Liguria invece, a farla da padroni sono i cartelami: si tratta di tele o cartonati sagomati, che ritraggono temi biblici inerenti alla Passione.

Solitamente si visitano le chiese in un numero di 5 o 7, che corrispondono rispettivamente alle piaghe di Cristo e ai dolori della Madonna. Naturalmente nei paesi in cui il numero di chiese è inferiore, si usa visitarle in numero dispari. In molte chiese viene esposta la statua della Madonna Addolorata: completamente vestita di nero, spesso con sontuosi pizzi antichi, reca con sé nell'iconografia un cuore trafitto.

Le processioni dei Misteri

Statua della processione di Erice
Statua della processione di Erice (Trapani)

Prende il nome di processione dei Misteri una particolare Via Crucis che si svolge il Venerdì Santo in alcune località italiane, soprattutto nel Mezzogiorno. I Misteri che danno il nome al rito sono quelli cristiani della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù, che viene portata tra le strade dei paesi grazie a statue suggestive che ne propongono le “stazioni”, dal giardino del Getsemani alla Resurrezione appunto. Le statue, condotte dai portatori, sono spesso tradizionali e antiche - alcune risalgono addirittura al XVII secolo - e sono realizzate da maestri artigiani per lo più in cartapesta o legno.

Una delle processioni più particolari è quella che si svolge a Trapani: inizia alle 14 del venerdì e termina 24 ore dopo, con una piccola pausa notturna. Le radici del rito risalgono addirittura al XVI secolo, ma a essere fortemente caratterizzanti sono soprattutto i movimenti dei portatori che fanno oscillare le statue in maniera simbolica.

Molto speciale è anche la processione di Valenzano, in provincia di Bari, dove i Misteri ammontano a oltre 50 statue. Sempre in Puglia ma più a Sud, a Gallipoli, insieme alle statue sfilano in processione i pescatori ma anche i penitenti. Questi ultimi sono incappucciati e scalzi a sottolineare devozione e umiltà. Restando in provincia di Lecce, a Maglie, insieme alle statue realizzate da Luigi Guacci, sono i bambini a portare in scena la Via Crucis in costume: ci sono dei piccoli Gesù con la loro croce, delle dolcissime Madonna Addolorata e non mancano le Veronica, ovvero la raffigurazione della santa che deterse il volto del Cristo durante la Passione.

La caremme

Caremma
Una caremma a Maglie (Lecce)

Un’altra particolarità della Settimana Santa, questa volta tutta salentina, è il rogo della caremma. Si tratta di un fantoccio che ritrae un’anziana donna magra e completamente vestita di nero, a simboleggiare il lutto per la morte di Gesù Cristo e il digiuno caratteristico della Quaresima. Non a caso il suo nome, etimologicamente parlando, viene proprio da Quaresima.

Le caremme vengono appese o istallate fuori dalle abitazioni della provincia di Lecce e costituiscono un momento di grande folclore e al tempo stesso spiritualità simbolica. Vengono posizionate il Mercoledì delle Ceneri e con loro viene posta un’arancia con sette piume oppure una collana con sette taralli, emblema delle settimane che separano la fine del Carnevale alla Pasqua. Salvo, per motivi di sicurezza, la presenza di un forte vento che nel Salento non manca mai, il rogo avviene invece il Sabato Santo, come una sorta di buon presagio: Cristo sta per risorgere.

La foto dell'Altare della Reposizione è di Paolo Benvenuto via Wikipedia

La foto della statua della Passione a Erice è di Effems via Wikipedia

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