Maestri liutai: l'artigianato millenario della provincia di Cremona

Dagli Amati, Guarneri e Stradivari fino ai giorni nostri: storia di maestri liutai e della tradizione artigiana che rende celebre Cremona

Maestri liutai: l'artigianato millenario della provincia di Cremona

La città di Cremona è nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non ha pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese" nel Patrimonio immateriale dell’Umanità.

Sono circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiede l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si cela lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco realizzato a mano dagli artigiani locali rappresenta una garanzia di qualità ed eccellenza.

Storia della professione liutaia

Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando fiorirono numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

Il primo liutaio è stato Andrea Amati, che nella sua bottega avviata nel 1539 perfezionò la tecnica per poi tramandarla ai suoi allievi. Si dice che Amati riuscì a realizzare tre collezioni importanti, tra cui quella destinata al Re di Francia Carlo IX. La sua arte è stata poi portata avanti da Nicolò Amati, al quale si deve l’ideazione di un “modello” di violino destinato a essere realizzato per diversi decenni.

All’interno della bottega degli Amati si formò anche Andrea Guarneri, che con il figlio Giuseppe perfezionò la tecnica e introdusse l’uso della vernice trasparente e colorata.

Il nome più celebre tra i liutai cremonesi, tuttavia, è quello di Antonio Stradivari: nato nel 1644, aprì la sua bottega con i figli Omobono e Francesco in Piazza San Domenico. A lui si devono alcuni degli strumenti ad arco più celebri e, soprattutto, l’invenzione del manico del violino inclinato all’indietro per tendere al massimo le corde e potenziare il suono.

Cremona capitale internazionale della liuteria

L’eredità dei grandi maestri liutai del passato è viva ancora oggi, grazie all’attività di oltre 150 botteghe artigianali presenti a Cremona. Già nel corso del Novecento, infatti, si decise di tramandare l’antica tradizione con l’avvio della Scuola Internazionale di Liuteria, prestigioso centro formativo che permette la formazione di nuovi maestri liutai e l’avvio di nuove attività.

Nel 1996, inoltre, è stato istituito il Consorzio Liutai Antonio Stradivari Cremona con l’obiettivo di promuovere la liuteria contemporanea senza tuttavia mettere da parte la tradizione artigianale, ma al contrario diffondendola e valorizzandola al meglio. Fanno capo al consorzio circa sessanta maestri liutai di Cremona e provincia.

È proprio per tutelare il lavoro dei liutai che il consorzio ha messo a punto il marchio “Cremona Liuteria”, in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni artigiane: il fine è quello di garantire che lo strumento certificato sia costruito artigianalmente da un maestro liutaio professionista cremonese, in modo tale da poter verificare l’autenticità degli strumenti grazie a una banca dati sempre aggiornata.

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