Stazioni dell'arte e musei: così Napoli svela il suo "tesoro"

Le fermate dell'arte nella metro di Napoli e i musei a poca distanza da una fermata metro: la moderna Partenope trabocca d'arte da ammirare

Stazioni dell'arte e musei: così Napoli svela il suo "tesoro"

Non solo il “paese d’o sole” e “d’o mare”, Napoli è una città metropolitana che trabocca d’arte. Favorita da un clima molto mite, da una struttura urbana ordinata, servita da una metropolitana precisa e capillare, la nuova e moderna Partenope trabocca d’arte. E la metro diventa mezzo diretto per fruirla, sia che si viva in zona, sia che si sia turisti.

Le stazioni metro dell’arte

Da poco più di venti anni, alcune stazioni della linea 1 della metropolitana di Napoli sono state ristrutturate e il restyling è stato affidato ad architetti e designer prestigiosi. Si tratta delle fermate Garibaldi, Università, Quattro Giornate, Salvator Rosa, Museo, Municipio, Toledo, Dante, Materdei, Vanvitelli e Rione Alto. Più la stazione di Piscinola/Scampia - che permette lo scambio in entrata e uscita dall’hinterland della città metropolitana fino ai primi comuni del Casertano come Aversa - in cui sono presenti 12 istallazioni dedicate al muralista Felice Pignataro, che operò proprio nel quartiere di Scampia.

Le stazioni citate sono naturalmente tutte da visitare. Si prenda ad esempio Dante, crocevia tra la Napoli moderna dello shopping, a pochi passi da San Biagio dei Librai e quindi dei vicoli della città antica che risuona di musica, odora dei prodotti usati dagli artigiani e dell’incenso delle chiese, ammalia con i suoi mille colori.

Il progetto di Dante fu realizzato da Gae Aulenti, che pur rispettando l’impianto settecentesco, ha apportato diverse modifiche rendendo la struttura maggiormente visibile e fruibile. All’interno sono presenti diverse istallazioni, come quella di Joseph Kosuth in cui si cita il Convivio o lo “specchio” di Michelangelo Pistoletto che ritrae il Mediterraneo.

Molto suggestiva anche Vanvitelli. Nella stazione che porta il nome di colui che realizzò la Reggia di Caserta, il restyling è stato affidato a Lorenzo e Michele Capobianco con la consulenza di Achille Bonito Oliva. E anche qui maestri dell’arte, come Mario Merz o Isabella Ducrot, trovano spazio per mostrarsi al pubblico.

O ancora Museo, sempre progettata da Aulenti, dove poter ammirare dei calchi di alcune sculture: si va dal calco del Lacoonte in bronzo realizzato dalla Fonderia Chiurazzi, a quelli di Ercole Farnese e della Testa Carafa, a cura dell’Accademia di Belle Arti. Inoltre vi è ospitata una celebre foto dell’antro della Sibilla a Cuma scattata da Mimmo Jodice, oltre la serie intitolata Anamnesi, che ritrae la cultura mediterranea delle origini.

Le fermate prossime a strutture culturali

Alcune delle stazioni dell’arte danno ai visitatori un accesso ravvicinato con strutture museali. La fermata Museo, per esempio, è posta nei pressi del Museo Archeologico Nazionale, dove poter trovare la collezione Farnese, che consta di reperti dell’Antica Roma, le collezioni pompeiane e la collezione egizia.

Il Palazzo delle Arti di Napoli (Pam) è invece nei pressi della stazione di piazza Amedeo, vicina anche al Museo Pignatelli. Al Pam, oltre a interessanti esposizioni temporanee, si potrà trovare anche un’ala dedicata alle vittime di mafia, che ospita, tra le altre cose, la Citroen Mehari appartenuta al giornalista Giancarlo Siani.

Non lontano dalla fermata di piazza Cavour, si può visitare invece il Museo Madre. Si tratta di una struttura ristrutturata dall’architetto Alvaro Siza - un altro dei grandi nomi del design che hanno firmato le fermate dell’arte nella metropolitana - ed è ricco di pezzi contemporanei.

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