Litigano per una lepre Cacciatore uccide il rivale

Un banale litigio. Come se ne vedono tanti nel mondo della caccia. Due spari, una lepre a terra, due uomini che corrono sulla preda in contemporanea. «Ho premuto io il grilletto, l’animale è mio». «No, sono stato io, scansati». La miccia si accende, volano parole grosse. Poi la tragedia. Un colpo esploso da brevissima distanza, un corpo che stramazza al suolo. Senza vita.
Un attimo di follia o un incidente? Quello che è successo ieri in un bosco in località Germanedo, sulle pendici del Resegone, appena sopra Lecco, è ancora al vaglio degli inquirenti. Le dinamiche sono però difficili da ricostruire, dato che non ci sono testimoni dell’accaduto. Tra i due, che si conoscevano da tempo, pare non scorresse buon sangue. Le voci in zona raccontano di vecchie ruggini, qualche battibecco, addirittura una querela poi ritirata.
Voci fondate? Probabilmente sì. Ma di sicuro c’è solo che due cacciatori si sono svegliati all’alba per la classica battuta domenicale di inizio stagione venatoria e nessuno dei due ha poi fatto ritorno a casa. Uno, Luigi Mazzoleni di Lecco, cinquant’anni, è morto freddato da una fucilata. L’altro, Mauro Rota di Erve, è trattenuto in stato di fermo alla questura di Lecco, dove è indagato per omicidio volontario. Del caso si occupa il sostituto procuratore di Lecco, Paolo Del Grosso. Intanto Rota si difende dicendo di essere stato aggredito dal rivale con il calcio del fucile e di non aver sparato volontariamente.
Siamo in un angolo impervio di bosco sui monti di Lecco. Sono le 8 e 45, i due cacciatori, nascosti tra le fronde, mirano a una preda comune. Sparano entrambi, il leprotto cade a terra. Tutti e due si precipitano per raccogliere l’animale. E qui si incontrano. Ognuno rivendica il colpo mortale e il diritto sulla carne della vittima. Ne nasce un’accesa discussione, forse anche un corpo a corpo. Poi dal fucile di Rota parte un colpo. L’altro, Luigi Mazzoleni, è trafitto dai pallini. Muore sul colpo. A dare l’allarme, ironia della sorte, è il fratello di Rota, che è nei paraggi. Il cadavere di Mazzoleni sarà ritrovato dagli uomini del Soccorso alpino nel corso della giornata. Sposato da dieci anni, Mazzoleni lascia due figli di tre e nove anni. Era un operaio di un’azienda di lattoneria.
Quella di ieri è stata una giornata nefasta anche per altri due cacciatori. Entrambi sono morti in seguito a un malore mentre erano in cerca di prede. Il primo a Musellaro, in provincia di Pescara, è caduto in un burrone dopo aver avvertito un forte dolore. L’altro, in provincia di Imperia, è stato stroncato da un infarto mentre era ancora all’interno della sua auto. Un’altra tragedia è stata invece solo sfiorata a Cerveteri, in provincia di Roma, dove un uomo di 52 anni è stato ferito al volto da alcuni pallini in ricaduta sparati con un fucile da un altro cacciatore di 47 anni. Per fortuna non è grave: trasportato al pronto soccorso di Ladispoli, se l’è cavata con sei giorni di prognosi. Una nota lieta in una giornata da incubo. L’inizio della stagione venatoria non poteva essere peggiore.