Dopo il locale gay, il circolo di destra: a Roma torna la stagione delle molotov

Sabato sera tre ordigni al centro sociale «Gens Romana» durante l'affollata inaugurazione. Nessun danno ma l'impressione di una strage sfiorata. Alemanno: «Chiudo a tutti gli esponenti politici di abbassare i toni». Il Pd: «In città un clima proeccupante»

Una strage mancata. Il lancio di tre bombe molotov sabato sera contro il centro sociale di destra «Spazio Gens Romana» in via Evandro, nel quartiere Tuscolano a Roma, solo per caso non ha provocato vittime. Dei tre ordigni lanciati una inesplosa è rimasta a lungo vicino ad alcuni cassonetti della spazzatura, un'altra è rimbalzata sul tendone, ha fatto una fiammata ed è stata subito spenta e la terza è esplosa sulla strada a pochi centinaia di metri dal locale. «È stata una tentata strage, non so chi possa essere stato, sicuramente i nemici della libertà culturale e di una gioventù sana»: lo afferma il portavoce del «Popolo di Roma» Giuliano Castellino, organizzatore di quello che è stato definito «il primo centro sociale regolare d'Italia» e che proprio sabato apriva i battenti alla presenza di centinaia di persone.
Le molotov hanno scatenato il panico tra i presenti, tra i quali diversi bambini. «Mi sono molto spaventata - ha detto Rita, una giovane donna - ero venuta qui con degli amici e ho sentito rumori di cocci e visto una fiammata a pochi metri da noi». «Ero qui fuori a bere un drink con degli amici e ho sentito un forte rumore e una fiamma, ma non ho capito subito cosa era successo - aggiunge Francesca, una ragazza del quartiere - non è possibile che certi violenti debbano rovinare tutto». «Io ero qui con mia figlia piccola - dice ancora Mario, 42 anni - e mi è preso un colpo. Ora sto andando via. Certe cose non dovrebbero mai succedere».
Un gesto preoccupante, che ha seguito di poche ore il lancio di una molotov alla discoteca Qube, che ospita spesso feste per omosessuali. Due episodi esemplari di una recrudescenza del clima politico in città. «Chiedo a tutti i responsabili politici, compresi taluni esponenti della sinistra che in questi ultimi tempi hanno alimentato polemiche pretestuose - l'appello preoccupato del sindaco di Roma Gianni Alemanno - di abbassare i toni della polemica politica, per evitare che questi possono contribuire a innescare pericolose logiche di contrapposizione frontale. Invito tutti gli esponenti della società civile e politica romana a partecipare alla fiaccolata contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione che si terrà giovedì 24 settembre».
Malgrado l'attentato dell'Appio abbia preso di mira un locale di destra, anche il Pd ha espresso preoccupazione per il gesto. «Condanniamo il clima che si sta diffondendo in città - dice Umberto Marroni, capogruppo dei democratici in consiglio comunale - che vede nell'attacco al centro sociale Gens romana l'ultimo episodio di una serie di vili e gravi aggressioni alle quali le istituzioni devono rispondere con fermezza. E indispensabile inoltre l'individuazione degli autori di queste aggressioni per mettere fine a questi episodi». Nessun alibi nemmeno dalla sinistra più radicale «È gravissimo quanto avvenuto ieri al circolo Gens Romana - ha detto Massimiliano Smeriglio, esponente di Sinistra e Libertà -. Nessuna indulgenza per un atto che appare di potenziale valenza stragista, che solo per miracolo non ha provocato vittime. Nulla può infatti giustificare un simile attentato che vigliaccamente ha cercato di colpire le persone con cieca e inconcepibile aggressività. La nostra città non può certo permettersi né accettare simili azioni, che aggravano il clima e lo rendono sempre più pericoloso e intollerante; deve essere chiaro a tutti che non esistono distinguo o appartenenze ideologiche: fatti come quello di ieri o come le bottiglie incendiare al Qube della notte prima appartengono alla medesima, identica, matrice d'odio».