Londra aveva un piano per invadere la Spagna

Churchill ingaggiò Ian Fleming, il papà di 007, per aggiornare le mappe necessarie all'attacco

Il 23 ottobre 1940, Adolf Hitler arriva alla stazione di Hendaye, sul confine franco-spagnolo, per incontrare Francisco Franco. Il Terzo Reich ha già conquistato la Polonia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Danimarca, il Lussemburgo e ha messo in ginocchio la Francia. Il Führer vuole convincere il dittatore spagnolo ad allearsi con la Germania per entrare in guerra. Un anno prima, il 3 settembre 1939, Franco aveva decretato la «rigida neutralità dei sudditi spagnoli», ma nel giugno del 1940, la neutralità della Spagna era diventata «non belligeranza». Nell'incontro di Hendaye, il Caudillo si dice pronto alla guerra al fianco della Germania, ma avanza richieste che solo a voce «avrebbero potuto uccidere un toro di una tonnellata», come commenta Galeazzo Ciano. Franco non solo vuole enormi derrate di cibo, forniture d'armi ed ettolitri di carburante, vuole il Marocco francese, Orano, il Sahara fino al 20° parallelo e la zona costiera della Guinea fino al delta del Niger. In altre parole, una grossa fetta dei possedimenti francesi in Nord Africa e nella zona occidentale del continente. Il Caudillo vuole la Luna. Si racconta che il Führer, stremato dalla feroce parlantina di Franco, abile negoziatore, abbia commentato così il fallimento di quell'incontro: «Avrei preferito farmi cavare un dente, piuttosto che trattare di nuovo con lui».

Se la Spagna fosse scesa in guerra, Hitler avrebbe potuto sviluppare i suoi piani nel Mediterraneo e Franco, cullando l'opportunità di essere con i vincitori, avrebbe avuto un impero in Africa. Questo temeva il primo ministro britannico Winston Churchill che guardava alla penisola iberica con paura e desiderio, con tutte quelle coste atlantiche rivolte alla Gran Bretagna e le sue preziose coste mediterranee sulla via delle sue colonie che, in caso di occupazione tedesca, si sarebbe verificato il blocco del Mediterraneo. La Spagna era un temibile e importante toro che dormiva nell'arena. Ma era anche un territorio piuttosto sconosciuto, dal punto di vista morfologico: abbondanza di coste, isole, di insenature, di porti naturali, di maree che cambiavano il paesaggio in poche ore. Churchill dal suo gabinetto di guerra, interrato nel Government Office Building, si accorse che l'esercito britannico non aveva una mappa decente della Spagna. E, allora, prima che il Terzo Reich mettesse le mani su Gibilterra, chiamò il leggendario contrammiraglio John H. Godfrey e il suo assistente nel servizio di intelligence navale (NID), un tale Ian Fleming, destinato, poi, a diventare inventore e autore di James Bond.

Anche Washington temeva che Franco si potesse alleare all'Asse o, semplicemente, aprire le frontiere ai nazisti. Per questo Londra per controllare lo stretto di Gibilterra e il Maghreb, aveva bisogno di mappe precise e nuove della Spagna. Così fu contattato Kenneth Mason, un prestigioso geografo dell'Università di Oxford, che inviò cinque aerei spia della Royal Air Force a fotografare la penisola iberica.

Le mappe erano vitali. La sconfitta della campagna britannica e francese contro l'esercito nazista durante l'invasione della Norvegia nell'aprile 1940 aveva ampliato il bisogno di avere un piano d'azione migliore e aggiornato, altrimenti la Seconda Guerra Mondiale era persa. Le migliaia di mappe prodotte durante la Prima Guerra Mondiale erano obsolete o incomplete. Gli aviatori inglesi, già durante le incursioni su Francia e Germania, si erano lamentati di non avere avuto sufficienti informazioni per localizzare gli obiettivi da bombardare. Molti erano rientrati con i velivoli ancora armati. Così al materiale già esistente, furono aggiunte nuove informazioni raccolte sul terreno, grazie a confidenti e spie e immagini aeree realizzate da piloti britannici in ricognizione. Le informazioni furono ottenute persino dalle foto scattate dai turisti britannici che avevano viaggiato in Europa tra il 1930 e il 1940, immagini richieste da Churchill in un annuncio pubblicitario della BBC. Tutti i turisti furono invitati a contribuire all'opera. Nessuno brontolò. I voli degli aerei spia partivano dalla Rocca di Gibilterra. Silenziosi volavano nel buio della notte, pronti con le prime luci del giorno a fotografare le coste meridionali della Spagna, preziose per il valore strategico dell'accesso al Mediterraneo. La Gran Bretagna con le forze alleate stava pianificando l'operazione Backbone (spina dorsale) che consisteva nell'invadere la Spagna meridionale e il protettorato marocchino. Operazione cancellata di cui rimasero molte immagini e mappe precise realizzate da Ian Fleming. Molti di questi documenti sono stati declassificati di recente dal Governo americano e sono consultabili all'Università di Princeton che possiede oltre cinquanta mappe originali, di Barcellona, della Costa Brava e Blanca, della città di Valencia, fino a Malaga, Alicante, la zona dell'Algarve e Gibilterra.

Presto sarà pubblicato un volume fotografico a cura del valenciano Fernando Sanz, cartografo e professore di Storia e Geografia. Frugando nella biblioteca dell'Università di Valencia, Sanz trovò una mappa della sua città datata 1943. Scoprì che era la copia dell'originale di Princeton e apparteneva ai documenti dell'esercito britannico forniti dall'intelligence e prodotti dal contrammiraglio John H. Godfrey, che suggerì a Fleming il personaggio di M, il direttore del Secret Intelligence Service.

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Commenti

cir

Dom, 17/11/2019 - 13:57

Churchill , ovvero il bxxxxxxo figlio di una scrofa !

6077

Dom, 17/11/2019 - 14:54

@13:57 +1 !!!

Algenor

Dom, 17/11/2019 - 23:33

Franco ha fatto bene a fare richieste assurde per rimanere fuori dalla guerra: altrimenti la Spagna avrebbe fatto la fine dell'Italia ed oggi sarebbero una base militare statunitense anche loro.

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 18/11/2019 - 21:40

@ Algernor, documentati prima di scrivere, in Italia ne abbiamo due (la più moderna è in Veneto ed è stata costruita dalle coop rosse) e gli spagnoli una, non mi pare che Franco abbia ottenuto un grosso risultato.