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L'ultimo capitolo degli Ayatollah

Il regime ha sparato addirittura in uno degli ospedali in cui vengono ricoverati i feriti negli scontri, nella città di Ilam

L'ultimo capitolo degli Ayatollah
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In realtà, mentre l'ordine mondiale trema, la sensazione è che il decrepito regime degli ayatollah sembra già morto. La minaccia ormai non viene solo dalla rivolta interna, ma da una situazione internazionale che si avverte sempre di più nei confini del paese, ormai percorso da cortei furiosi ovunque. Maduro è andato, e l'altra parte del sistema, l'Iran degli Ayatollah, è in pieno terremoto.

Ieri intanto il regime ha sparato addirittura in uno degli ospedali in cui vengono ricoverati i feriti negli scontri, nella città di Ilam. Lo riporta la Bbc: le milizie armate hanno anche incontrato la resistenza dei parenti dei feriti e del personale medico, ma sono entrati sparando lacrimogeni nella struttura.

È vero che la retorica del presidente Donald Trump, a volte è stata additata come "TACO" (Trump always chickens out, fa sempre marcia indietro), ma non con l'Iran. Quando si è trattato della scadenza per il rifiuto degli ayatollah sulle strutture atomiche, il giorno dopo Trump ha mosso con Israele la guerra dei dodici giorni. Adesso i dilemma sono molti: Donald è molto convinto dal grande dossier discusso con Netanyahu sulle armi del regime islamico legato ai traffici venezuelani in un solo disegno fiancheggiato anche dalla Russia e dalla Cina. Primo obiettivo, Israele; secondo, gli americani.

Israele osserva gli eventi, ma si assume che la discussione si svolga anche intorno all'opportunità di intervenire su un pericolo mortale sempre in agguato. Dall'altra parte, gli Ayatollah soppesano la questione opposta: attaccare ora Israele per coalizzare di nuovo la popolazione trascinata in guerra? Situazione molto delicata.

Si dice che Putin si sia fatto paciere con messaggi

alle due parti. Israele sta acquattato. Dopo l'informazione delle aggressioni nell'ospedale vedremo dove porta il calcolo complessivo di Trump. Khamenai e Assad dovranno fare colazione insieme nelle fredde stanze di Mosca?

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