Il via lunedì prossimo e le superiori martedì Ma 306 istituti anticipano

PSICOSI-INFLUENZA In molti bagni saranno installati erogatori di battericidi

Suonerà il 14 e il 15 settembre la prima campanella dell’anno scolastico 2009-10 nella nostra regione, in base al calendario messo a punto dalla Regione Lazio, su proposta dell’assessore all’Istruzione. L’inizio delle lezioni è stato programmato su due giorni al fine di consentire alle famiglie con più figli di dedicare attenzione al loro primo giorno di scuola: il 14 settembre si apriranno le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, il 15 le superiori. Su un totale di 2492 istituti di istruzione della Regione, 306 (219 statali e 87 non statali) hanno chiesto di anticipare l’avvio delle lezioni e 3 (una statale e due non statali) hanno chiesto di posticiparlo. La sospensione delle lezioni avrà luogo dal 23 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 per le vacanze di Natale, dal 29 marzo al 6 aprile 2010 in occasione della Pasqua ed il 7 dicembre 2009.
E intanto in vista dell’apertura delle scuole preoccupa la possibilità del diffondersi dell’influenza A. Molte mamme si stanno attrezzando acquistando gel battericidi nelle farmacie romane, che metteranno negli zaini assieme alla merenda. E molte scuole si stanno preparando a installare erogatori di sostanze disinfettanti nei bagni degli istituti. Al liceo classico Mamiani di Roma, dove domani cominceranno le lezioni, «si stanno valutando le offerte delle ditte per l’installazione degli erogatori nei bagni, ma la faccenda della prevenzione - dice il preside Cosimo Guarino - andava organizzata prima dalle autorità competenti». E questo perché gli erogatori e le sostanze battericide costano e i dirigenti scolastici devono già fare i conti con gli scarsi fondi a disposizione.
«Per installare gli erogatori di disinfettanti e limitare così il rischio del contagio dall’influenza A, saremo costretti a chiedere un ulteriore aiuto economico alle famiglie degli studenti, che già ci finanziano volontariamente con 100 euro ogni anno. In pratica è come se il disinfettante a scuola lo comprassero loro», spiega il vicepresidente dell’associazione nazionale presidi Mario Rusconi anche preside del liceo scientifico Newton di Roma, dove peraltro è stato annunciato il «divieto di bacio».
Rusconi ha riferito che «senza il contributo dei genitori, come succede ormai da sei anni, non si riuscirebbe ad acquistare neppure la carta igienica, figuriamoci il disinfettante per far fronte all’influenza. A volte quei soldi servono perfino a pagare le supplenze». Secondo Rusconi, per un solo erogatore le ditte chiedono in media 30 euro, «una spesa che equivale a più di mille euro circa per un istituto di 1200 alunni».