È made in Franciacorta il "cento piedi" da sogno

GRANDI NOVITÀ IN CASA MAXI DOLPHIN Una commessa che conferma il buon momento del cantiere di Vittorio Moretti che ora guarda ai mercati di Russia e Turchia

È made in Franciacorta il "cento piedi" da sogno

Fa notizia in un settore non certo brillante come quello della cantieristica a vela - fatte salve rarissime eccezioni - che un’azienda italiana sia al lavoro su un maxi, una tipologia di imbarcazioni solitamente progettate e costruite nei Paesi anglosassoni nella vicina in Francia. Invece, nel cuore della Franciacorta, Maxi Dolphin - il cantiere di Vittorio Moretti - è alla prese con un 100 piedi, il cui progetto porta la firma degli architetti navali francesi Jean Marie Finot-Pascal Conq, vera garanzia nel settore delle barche da regata custom e per la crociera veloce. Una commessa che conferma il buon momento del cantiere lombardo - costruttore anche di un tender a motore di lusso quale l’«Md51 Power» - e che sta aprendosi a nuovi mercati come la Russia e la Turchia. E non è una coincidenza casuale se, a fine marzo, Vittorio Moretti ha ospitato a Erbusco la super giuria - composta da prestigiosi appassionati di nautica - che assegna i «World Superyacht Awards», gli Oscar della cantieristica internazionale. Quella del nuovo 100 piedi è una sfida davvero interessante: visto che il peso non dovrà superare le 51 tonnellate, ecco che i progettisti da un lato e il cantiere dall’altro stanno impegnandosi al massimo nella ricerca tecnologica sui materiali e sulla costruzione. Che questa imbarcazione sia «racing» lo si capisce subito osservando attentamente il primo rendering: la forma dello scafo con la larghezza massima situata a poppa e un evidente spigolo che parte da prua fino a poppa. Poi un ballast da ben nove tonnellate - la zavorra mobile - su ciascun lato, lifting keel e doppia timoniera come si conviene a barche del genere. La costruzione sofisticata - uno dei giusti vanti di Maxi Dolphin - sarà interamente in carbonio e nomex con tecnologia costruttiva pre-preg sottovuoto e cottura a 84 gradi. La parte «cruiser» viene espressa da un layout interno raffinato e altamente tecnologico, con una suddivisione degli spazi estremamente confortevole che permetterà di alloggiare fino a 12 ospiti, oltre a tre o quattro membri dell’equipaggio. Tutte le cabine degli ospiti, meno una, saranno posizionate a prua del bellissimo salone rialzato. Sotto la generosa coperta, a poppa, verrà ricavato il garage per il tender, con un portellone trasformabile in una spiaggetta, ormai nuovo must per gli armatori. Il varo è previsto giusto tra un anno, mentre il primo appuntamento agonistico coinciderà invece la «Maxi Yacht Rolex Cup» di Porto Cervo in programma nel settembre 2013. Senza dubbio un banco di prova ideale per capirne le potenzialità.

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