Madoff al compagno di cella: "Ho nascosto nove miliardi"

Un carcerato riporta ai mass media una conversazione con il finanziere. I legali non commentano e non si sa dove sia il denaro

Madoff al compagno di cella:  
"Ho nascosto nove miliardi"

Bernard Madoff, l’ex finanziere condannato a 150 anni di carcere per avere architettato una delle più brillanti truffe moderne, avrebbe nascosto nove miliardi di dollari prima di essere beccato. Lo scriveva con ampio rilievo ieri il New York Post, uno dei tabloid della Grande Mela sostenendo di avere l’esclusiva: lo stesso Madoff lo avrebbe raccontato a un carcerato diventato suo amico.
I nove miliardi sarebbero stati consegnati a tre amici di Madoff prima del suo arresto - scrive il quotidiano di Rupert Murdoch - e il suo complice numero uno, Frank DiPascali, starebbe sfruttando l’informazione nella ricerca di un accordo con l’Fbi che sia meno sfavorevole dell’attuale.

DiPascali, 52 anni, ha riconosciuto di avere aiutato Madoff nelle sue truffe, complessivamente stimate in oltre 60 miliardi di dollari. L’uomo si trova attualmente in carcere, non essendo stato in grado di pagare una super-cauzione di 10 milioni di dollari. Il suo legale, Marc Mukasey, non ha risposto alle domande del Post, mentre il procuratore che segue il caso si è trincerato dietro ad un «no comment». Lo stesso ha fatto l’avvocato di Madoff, Ira Lee Sorkin.
Il carcerato-talpa del Nyp, di cui ovviamente non si conosce l’identità, ha detto «credo si tratti di suoi amici personali», parlando dei beneficiari del «malloppo». Sempre al tabloid, il carcerato in questione ha raccontato che Madoff vede regolarmente la psicologa della prigione di Burton, in North Carolina, essendo in preda a una depressione, e sta prendendo medicinali antidepressivi.
Il perché è legato a un libro, recentemente pubblicato da una sua ex amante, Sheryl Weinstein, che avrebbe mandato su tutte le furie sua moglie Ruth. «Ha problemi con la moglie a causa delle rivelazioni del libro - racconta la talpa - e teme che lei possa lasciarlo». Madoff lamenta anche il fatto che i suoi due figli Andrew e Mark, che lavoravano assieme a lui, lo abbiano lasciato perdere, mentre ha avuto la possibilità di scrivere ai nipotini.

Il 18 dicembre, Madoff era stato trovato a terra privo di sensi con gli occhiali rotti e alcune costole incrinate. Si era pensato ad una aggressione da parte di altri detenuti, ma in realtà il truffatore si era sentito male a causa dei farmaci.
Si è scritto che Madoff è divenuto l’idolo dei suoi compagni di cella, come riportava il mese scorso il New York magazine. Forse l’affermazione è un po’ esagerata ma fatto sta che il truffatore del secolo ha simpatizzato con Jonathan Pollard, l’ex spia di Israele, e con John Mancini, un ex farmacista newyorchese incarcerato per avere distribuito ingenti quantità di antidolorifici senza rispettare la legge. Madoff è anche diventato amico di Carmine Persico, il numero uno del clan mafioso dei Colombo.

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