Il maestro arrestato per abusi sui bambini insegnava in sei asili

Caccia alle vittime delle violenze sessuali. Scontro sulla sospensione dopo i sospetti

Il maestro arrestato per abusi sui bambini insegnava in sei asili

Chi ha lasciato che il maestro di religione accusato di violenza sessuale su bambine di 4 e 5 anni tornasse a insegnare in un asilo dopo una prima segnalazione, un anno e mezzo fa, di suoi comportamenti «sospetti» verso le piccole alunne? Il nodo del precedente dell'insegnante è cruciale e sta togliendo il sonno, oltre che alle famiglie dei bimbi delle materne in zona Niguarda, a più di un ufficio competente. Anche perché l'uomo finito in manette non insegnava in una sola scuola dell'infanzia (in ogni sezione è prevista un'ora e mezza di religione a settimana, facoltativa, per un totale di 25 ore per educatore), bensì in sei istituti diversi. Ed è in queste sedi che gli inquirenti stanno cercando altre vittime. Quelle accertate fin qui sono 4, tutte femmine.

Toccava alla Curia, che seleziona gli insegnanti di religione, revocare l'abilitazione al maestro arrestato mercoledì? O al Comune, che è responsabile delle scuole (pubbliche) per i bambini da 0 a 6 anni? Occorre risalire al novembre 2021, quando l'insegnante avrebbe avuto atteggiamenti di «eccessiva confidenza» con i piccoli alunni. Quando però nessuno ha mai messo nero su bianco in una denuncia formale i presunti abusi sessuali. Quelli che invece, definiti «inequivocabili», tre giorni fa hanno portato a San Vittore il 35enne incensurato originario di Bari. La scelta degli insegnanti di religione segue le regole stabilite dalla Curia e riportate nel documento «Procedura e requisiti per il riconoscimento dell'idoneità all'Irc (Insegnamento della religione cattolica, ndr)». Nel manuale in vigore dal maggio 2020 si elencano i titoli, le competenze e il percorso di selezione per l'abilitazione. Tra le altre cose è previsto un esame psicologico. La Curia stila un elenco di insegnanti che fornisce al Comune, che quindi non li assume - tali docenti non sono dipendenti comunali come invece gli altri educatori - né li sceglie ma si occupa di pagarli. All'inizio dell'anno educativo arriva una lista con il numero di docenti necessari, poche decine.

Il presunto pedofilo era anche nell'elenco per il 2022-2023. Ma nel novembre del 2021 aveva appunto avuto problemi in un asilo. Era stato segnalato per uso scorretto dei Dpi anti Covid. Si abbassava spesso la mascherina o non la portava affatto. Per questa violazione era stato multato per il corrispettivo di quattro ore di lavoro. Aveva quindi smesso di lavorare in quella materna, continuando a insegnare nelle altre. Nessun trasferimento da parte del Provveditorato, che si occupa delle scuole statali, dai 6 anni. C'è stato altro? Col senno di poi la risposta sembra essere affermativa. Le voci di corridoio dicevano come il maestro si abbassasse la mascherina per poi baciare o toccare le bambine. Tuttavia nessuno l'ha denunciato. La segnalazione di comportamenti inadeguati è con ogni probabilità arrivata anche in Curia, che però senza prove non ha potuto revocare l'abilitazione.

Un'allerta si era accesa, sia da parte del Comune sia da parte della Chiesa, ma nel momento in cui il primo ha concluso che quelle voci non trovavano fondamento, la seconda ha dovuto chiudere la questione senza conseguenze per il docente.

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