Mafia, il premier e Maroni: "Batteremo questo cancro"

Ieri ad Annozero le accuse di mafia al premier. Il ministro dell'Interno: +90% di latitanti arrestati. Berlusconi scherza con Maroni: "Come mafioso non mi hai ancora preso...". Poi invita il Viminale: avanti nella lotta alla criminalità organizzata

Mafia, il premier 
e Maroni: "Batteremo 
questo cancro"

Roma - Nella terza puntata di Annozero Michele Santoro lascia spazio al leader Idv, Antonio Di Pietro, e a Marco Travaglio che attaccano il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dipingendolo come un boss mafioso. Ma, durante una conferenza stampa, il premier scherza con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Come mafioso non mi hai ancora preso". Poi, invita il titolare del Viminale ad andare avanti nella lotta alla criminalità organizzata.Emaroni raccoglie l'invito, anzi snocciola dati e cifre sui risultati raggiunti dall'azione di contrasto anti-criminalità organizzata.

La battuta di Berlusconi Il presidente del Consiglio scherza e si autoproclama mafioso. Nel commentare in sala stampa a Palazzo Chigi i risultati ottenuti dal ministro dell’Interno nella lotta alla mafia, Berlusconi afferma: "I numeri sono positivi, soprattutto sul numero dei mafiosi e dei latitanti arrestati. Questo ci rende fiduciosi per un finale che cancelli le organizzazioni criminali dal nostro Paese. Il ministro Maroni sa che solo così passerà alla storia e quindi è molto, molto impegnato. Comunque, a me, come mafioso, non mi ha ancora preso...".

Un'azione di contrasto alla mafia "senza precedenti" quella attuata dal Governo Berlusconi, che entro la legislatura vuole vincere questa "guerra" e "porre fine a un cancro che ha imperversato per decenni". Parole del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha illustrato al Consiglio dei ministri un dossier sulle misure antimafia adottate finora dall'Esecutivo.

LATITANTI IN MANETTE, + 91% A parte i numerosi provvedimenti legislativi adottati, i dati illustrati da Maroni dicono che in questo primo periodo del Governo Berlusconi sono stati arrestati 270 latitanti, il 91% in più rispetto ai 17 mesi precedenti; di questi, 13 (+62%) sono inclusi nell'elenco dei 30 più pericolosi e 35 (+119%) in quello dei cento più pericolosi. Le operazioni di polizia giudiziaria sono state 335 (+40%) e gli arresti complessivi 3.479 (+26%).
BENI SEQUESTRATI PER 5,3 MILIARDI - "Nell'azione di contrasto - ha detto Maroni - ci siamo concentrati, oltre che nella cattura dei latitanti, sui patrimoni: sono stati sequestrati alle cosche 9.118 beni, per un valore di 5 miliardi e 372 milioni di euro", il 52% in più. I beni confiscati sono stati invece 2.219, per un valore di 1 miliardo e 512 milioni di euro (+304%).
FONDO UNICO DI GIUSTIZIA E' un istituto nato a febbraio e che, al 30 settembre 2009, ha consentito di recuperare 676,7 milioni ("il risultato cui tengo di più", dice Maroni). Nel Fondo, spiega il ministro, "affluisce denaro liquido sequestrato alla mafia, finora rimasto nei forzieri delle banche e che metteremo a disposizione delle forze dell'ordine", a partire da gennaio.
MINACCE AL GOVERNO "Il Governo - afferma Maroni - sta svolgendo un'azione straordinaria nel contrasto alla mafia, senza precedenti per numero ed efficacia di provvedimenti adottati e per risultati conseguiti: ogni giorno vengono arrestati mediamente 8 mafiosi; 12 Consigli comunali sono stati sciolti, contro gli otto dello stesso periodo del Governo precedente". "Da questa azione - prosegue - deriva la forte irritazione che abbiamo registrato in ambienti mafiosi, con segnali di 'interesse' nei confronti del governo Berlusconi per stoppare questa azione. Stiamo monitorando queste minacce, rivolte nei confronti dei soggetti più esposti".
BERLUSCONI, DEBELLEREMO LA PATOLOGIA Quello fatto da Maroni é stato un punto di situazione, dice Berlusconi, "su una cosa che ci sta molto a cuore" e cioé "il nostro impegno per debellare, speriamo definitivamente, le organizzazioni criminali, una vera patologia del nostro paese". E il dossier esaminato dal Cdm registra "tutti i successi compiuti".
CLANDESTINI, -90% GLI SBARCHI Non solo "nella lotta alla mafia - aggiunge il premier - ma anche nell'azione di contrasto all'immigrazione" clandestina, che nel 2009 ha visto "il 90% in meno del numero degli stranieri sbarcati" sulle coste italiane: nel periodo 5 maggio-30 settembre erano stati 19.000 nel 2008 e sono scesi a 1.900 nel 2009. Un risultato dovuto all'accordo con la Libia sui respingimenti, che ha preso il via proprio il 5 maggio scorso: "é un accordo che funziona, un grande successo", afferma Maroni.
L'OPPOSIZIONE ATTACCA Secondo Donatella Ferranti, del Pd, "le vittorie sbandierate da Maroni non sono certo frutto del pacchetto sicurezza, bensì della proficua sinergia tra le forze di polizia e la magistratura che nonostante la carenza di mezzi finanziari e di personale continuano a lavorare tenacemente nella lotta contro la mafia". Anche l'Idv, con Luigi De Magistris, se la prende col governo: "le mafie - dice - hanno maggiore capacità di insinuarsi nell'economia e nelle istituzioni facilitate da leggi criminogene, come il ddl intercettazioni o lo scudo fiscale".

Dello stesso avviso Gianpiero D'Alia, dell'Udc: "la recente approvazione dello scudo fiscale, che agevolerà il rientro di capitali sospetti contro tutte le norme antiriciclaggio, è in controtendenza con le affermazioni di Maroni. Per questa ragione lo invitiamo a riferire in Commissione antimafia". 

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