La maggioranza sfratta il sindaco e Rho si prepara al voto

Anche Rho in primavera tornerà alle urne. Ieri 17 consiglieri comunali su 30 hanno rassegnato le dimissioni facendo cadere la giunta di centrodestra guidata da Roberto Zucchetti, eletta nel maggio del 2007. Conseguenza di una crisi politica che si trascinava da oltre un anno e che ha avuto il suo momento cruciale nella bocciatura del progetto di trasformazione da zona industriale ad area residenziale e commerciale dell'ex Alfa Romeo, variante urbanistica respinta con un largo dissenso, anche tra le fila del centrodestra. A far traboccare il vaso, insieme all'uscita dalla giunta degli assessori leghisti, è stato anche il «licenziamento» nei giorni scorsi del vice sindaco Vincenzo Carnuccio (ex An) e dell'assessore Marco Tizzoni, entrambi accusati di remare contro la maggioranza. A sostituire quest'ultimo Zucchetti aveva designato l'ex sindaco di Legnano, estraneo alla città di Rho: una scelta mal digerita da parte del Pdl locale. La fine della prima esperienza di centro destra nella città della Fiera, l'hanno stabilita quattro consiglieri di maggioranza, tre del Pdl e uno di Fli, le cui firme si sono aggiunte a quelle degli undici esponenti della minoranza, ed alle due degli indipendenti eletti nel 2007 nello schieramento guidato dal sindaco. Col coordinatore Guido Podestà che ha già annunciato che i consiglieri del pdl che hanno fatto cadere la giunta non saranno ricandidati. I 17 consiglieri si sono presentati ieri mattina in municipio, rassegnando tutti insieme le dimissioni . Una decisione assunta «ritenuto che non vi è più coincidenza tra l’azione politico-amministrativa del sindaco e della giunta e quella del consiglio comunale». Il segretario comunale ha già informato il Prefetto, perchè provveda alla nomina di un Commissario che amministrerà la città sino al voto amministrativo anticipato di primavera.
Assente perchè all'estero, il sindaco non ha commentato. Duro invece il commento di Gaspare Rizzo, facente funzioni di primo cittadino in questi giorni: «E’ un atto irresponsabile che va contro i reali bisogni dei cittadini».

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