Non si è mai visto un vero concerto di musica classica in Ghana, né altrove nellAfrica nera. La Nona di Beethoven, diretta a Accra da un applauditissimo Daniel Barenboim, appassiona e conquista. Piace Waltraud Meier e alla fine è standing ovation per tutto il coro e lorchestra della Scala. Nel palco donore il presidente della Repubblica, John Kufour, Letizia Moratti, sindaco di Milano e presidente della Fondazione Scala, Kofi Annan, ex segretario generale dellOnu. In sala maschere in abiti e turbanti oro, verde e rosso, i colori nazionali che impazzano anche tra il pubblico, mille e quattrocento persone che hanno riempito il National Theatre . Il concerto è nato da una proposta di Kofi Annan a Barenboim. Detto fatto, con un rapidissimo via libera del sovrintendente, Stéphane Lissner, e della Moratti.
Lacustica ha parecchie lacune, nel pianissimo del quarto movimento gli archi quasi scompaiono, ma non ci si poteva aspettare di più da un teatro abituato a ospitare sketch comici e le sonorità potenti dei tamburi africani, dove trilla qualche telefonino e cè persino chi risponde. Ma nessuno pensa che sia importante il rispetto delletichetta. Durante il ricevimento un fuori programma deccezione, con voci del coro della Scala che intonano «O sole mio» e «Vitti na crozza».Magica notte dellorchestra in Ghana
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