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“Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”. Il messaggio choc del giudice di Cassazione

A scriverlo subito dopo la vittoria del No è stato il giudice della Corte di Cassazione Francesco Agnino. Che poi ha provato a metterci una pezza

“Togliamoci qualche sassolino dalle scarpe”. Il messaggio choc del giudice di Cassazione
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“Ad avvocati e colleghi che hanno sostenuto il sì, dal mio angolo privilegiato della corte di cassazione, vi invito ad abbandonare la toga”, a scriverlo subito dopo la vittoria del No è stato il giudice della Corte di Cassazione Francesco Agnino, che proseguiva dicendo: “Il diritto e in alcuni casi la lingua italiana scorrono paralleli ai vostri scritti imbarazzanti. Solo per questo dovreste dimettervi o cancellarvi dall’ordine. E adesso è giusto togliersi qualche sassolino dalle scarpe”. A che “sassolini” si riferiva? Perché il tono non era certo dei più rasserenanti.

E, infatti, il post spariva subito dopo, ma Anagnino si palesa nuovamente costretto ad ammettere di aver “utilizzato un linguaggio non continente determinato dal clima di tensione creato in questi mesi dal referendum”, spiegando che non fosse sua intenzione mancare di rispetto “all’avvocatura”.

Ma la paura che ci possano essere delle ripercussioni resta perché, al di là delle scuse, un giudice della Cassazione, che ha il delicatissimo compito di dover vigilare sulla corretta applicazione del diritto, dovrebbe essere ancor di più scevro da pregiudizi di simil natura.

Prima abbiamo visto le toghe ballare “bella ciao”, fare cori da stadio contro la giudice per il sì Annalisa Imparato, prima ancora prendere di mira la collega togata del Csm Bernadette Nicotra che si era schierata in favore del sì, ora dobbiamo anche leggere che c’è chi vuole (in che modo?) togliersi dei sassolini dalle scarpe. E chi giudicherà questo comportamento? Ma, soprattutto, qualcuno mai lo farà?

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