Di Maio si insedia: "Leali alla Ue e alla Nato, ma dialogheremo con tutti"

Luigi Di Maio, come primo atto da ministro degli Esteri, ha inviato una lettera agli ambasciatori in cui chiarisce la linea del suo mandato. Atlantismo ed europeismo, ma ci sono aperture verso gli altri "partner"

Di Maio si insedia: "Leali alla Ue e alla Nato, ma dialogheremo con tutti"

Luigi Di Maio, appena insediatosi alla Farnesina, ha inoltrato il consueto messaggio di saluti al corpo diplomatico italiano. É uno dei primi compiti di un ministro degli Esteri nel momento in cui prende possesso dei suoi uffici. Nel testo, che inaugura questo corso governativo, il grillino ha ribadito la linea filo Ue e filo Nato del Conte Bis, che sarà quindi un esecutivo a forte trazione europeista ed atlantista, ma ha anche aggiunto di non avere intenzione di chiudere le porte alla dialettica con le altre realtà geopolitiche.

La sintesi del testo, come si apprende dall'Adnkronos, si trova in principio: "Intendiamo affrontare le trasformazioni in corso a livello globale mantenendo un dialogo franco e aperto con i nostri partner - ha scritto l'ex vice premier, senza ovviamente rinunciare ai comuni valori europei e atlantici che caratterizzano la storia del nostro Paese". C'è, però, pure un accento sull'"interesse nazionale", che Luigi Di Maio continua a ritenere preminente: "La politica estera, che sarà una componente essenziale dell'azione di questo governo, avrà come obiettivo prioritario l'interesse nazionale in Europa e nel mondo...", ha continuato, infatti, il nuovo inquilino della Farnesina.

La partita che si sta giocando sui dazi tra Stati Uniti e Cina, come segnalato in questo articolo de IlGiornale.it, rappresenta un banco di prova difficile da districare per il neo vertice di dicastero. Poi ci sono altri dossier, come quello sulla Libia. Ma Luigi Di Maio ha comunque parlato di "entusiasimo" in relazione all'incarico ricevuto nel corso della giornata odierna. E per quanto riguarda i migranti, il capo politico dei pentastellati ha annunciato che la sua azione sarà tesa al "superamento" del trattato di Dublino: "...intendiamo lavorare per una maggiore responsabilizzazione dell’Europa e un superamento del regolamento di Dublino", ha argomentato. Quel sistema, insomma, va rivisitato.

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