«Malpensa punta tutto su Europa e low cost»

Nessun problema per una vacanza con voli low cost, né per raggiungere capitali e mete europee. Eppure Malpensa il mega aeroporto che solo qualche anno fa era lanciato a competere con i più grandi Hub del nord Europa, si ritrova a fare i conti con la sua «capacità intercontinentale». Un indicatore recentemente misurato dal «Certet» per Unioncamere Lombardia. Ebbene è pari al 22 per cento, mentre tre anni fa si attestava al 35 per cento. Per fare qualche confronto oggi Roma è al 44 per cento, Monaco al 42 per cento e Zurigo al 37 per cento. Milano in tre anni ha perso qualcosa come 13 punti. E per una città, o meglio per una regione imprenditoriale e con il pil pro capite più alto d'Italia non è poco. La conclusione: l’area lombarda nel novero delle regioni caratterizzate da uno sviluppo economico simile, risulta tra le peggio collegate nel lungo raggio.
«Il sistema aeroportuale milanese, colpito dalla crisi e dall’esito della vicenda Alitalia, che ha portato la nuova compagnia privata a concentrare la propria strategia di network su Fiumicino, sta avendo un cambiamento strutturale - spiega Giuseppe Siciliano, ricercatore del Certet Bocconi -. In altre parole Malpensa non tornerà più ad essere un Hub, potrà avere ancora un ruolo da protagonista, ma solo per le tratte europee».
Milano isolata dal resto del mondo? Secondo il Certet sì. Le compagnie che fanno registrare le quote di mercato più elevate a Malpensa sono il vettore low cost EasyJet (che occupa il 24 per cento della capacità) e Lufthansa Italia (13 per cento). «Si tratta di vettori dai programmi di sviluppo ambiziosi e credibili, ma che per loro natura offrono, al momento, e prevedibilmente anche nel futuro, collegamenti di breve-medio raggio» spiega la ricerca Bocconi. Anche gli altri due scali del sistema milanese sono entrambi caratterizzati, pur con orientamenti molto diversi, da una predominanza di compagnie che offrono voli di breve-medio raggio: Orio al Serio è una delle principali basi di Ryanair e si configura sempre più come un polo low cost, mentre a Linate è il collegamento Milano-Roma a farla da padrone, insieme ai voli verso le città del meridione (42 per cento) e verso le capitali europee (un volo su tre).
«Pare dunque che la ripresa del settore vedrà il polo di Milano come protagonista soltanto nell’ambito del mercato interno europeo- spiega ancora Siciliano - mentre per raggiungere direttamente centri importanti come New York, Tokyo, Hong Kong, Pechino e Chicago i milanesi dovranno, o troveranno più conveniente, transitare su altri hub. Ciò che più conta è il profondo cambiamento del ruolo di questo scalo - continua il ricercatore - Mentre fino al 2007 a Malpensa esisteva la vecchia Alitalia, un vettore di riferimento che concentrava su di esso una rete di hub con 32 città satelliti, scali regionali i cui collegamenti, cioè, potevano addurre domanda per i voli intercontinentali. Oggi la nuova Alitalia è virtualmente assente da Malpensa (9 per cento della capacità), e la rete hub è stata in pratica cancellata del tutto».
Nota positiva. La ricerca mette in luce che rispetto al 2007 Emirates ha raddoppiato il numero di voli Malpensa-Dubai, mentre Singapore Airlines e Qatar Airlines hanno reso giornalieri i collegamenti con Singapore e Doha.

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