Leggi il settimanale

La mamma vuole i figli a tavola il padre invece sceglie gli amici

Non c’è MacDonald né Fast Food che possa scalfirla: la tavola della cucina domestica per le famiglie italiane rappresenta il sacro momento non solo dell’incontro, ma anche della conoscenza di se stessi e degli altri. Padri e madri d’accordo all’unisono. In mille, seicento mamme e quattrocento papà, hanno risposto a una ricerca condotta dall’Istituto di Ricerca Ispo. Il professor Renato Mannheimer, presidente dell’Istituto, Lorella Cuccarini e la scrittrice Ilaria Mazzarotta si sono confrontati sull’importanza che hanno le nostre portate - spaghetti, pollo, insalatina, caffè - nel portare sulla classica tovaglia a quadretti lo spirito inattaccabile della famiglia.
Se il 53% delle donne vede nel pasto l’incontro con figli e mariti, il 49% degli uomini invece allarga il piacere a amici e conoscenti. Attorno alla tovaglia si prendono le decisioni più importanti, perché è l’occasione per sentirsi riuniti in una cosa sola, soprattutto nei pranzi e nelle cene dei fine settimana, come conferma l’84% dei padri e il 78% delle madri. «Per quanto mi riguarda - ha commentato Lorella Cuccarini - sono una “chioccia“ salutista serena, anche se invece vorrei essere tra le supermammme. Consapevolmente ho scelto una strada professionale faticosa e impegnativa, come molte altre donne, ma voglio che la famiglia sia sempre al centro della mia vita».
Quattro, infatti, sono le categorie femminili rispetto alla preparazione dei pasti. Le mamme salutiste serene (30%) che stanno attente a cucinare piatti equilibrati, senza tener conto delle esigenze di tutti. In cucina non appaiono stressate. Poi arrivano le supermamme (25%). Hanno un rapporto molto buono con i fornelli e stanno attente ai gusti culinari di ogni singolo componente della covata. Quindi le madri con ansia da prestazione (15%), che riescono a far fronte alle esigenze di figli e mariti, ma questo costa loro grande fatica e stress. Il 30% delle italiane sentono il peso della cucina perché non amano l’arte di prendere gli altri «per la gola», come recita un vecchio detto.
Ma diete, sushi e salutismo da anacoreti hanno rovinato il gusto di un buon ragù o di una sontuosa cotoletta? No. Il 98% delle cuoche ci tiene a sfornare piatti golosi e saporiti, anche se la maggioranza dichiara di improvvisare la performance(83%), cioè di inventarsi una cena senza averla precedentemente programmata. Oltre la metà del campione intervistato, invece, dichiara di far fronte all’incubo del frigorifero vuoto spadellando all’occorenza sempre una bella pastasciutta.
E a proposito di incubi e sogni a tavola, Ilaria Mazzarotta, autrice del blog «Due cuori e un fornello» ha confessato che la cucina «è un vero e proprio rifugio, in cui chi entra deve respirare profumi curiosi. In fondo è un bel modo per divertirsi, per vivere in salute, per mangiar bene, sdrammatizzando le peripezie della vita».
Creare una cena vuol dire anche scambio di informazioni, perché si è sempre alla ricerca di una nuova ispirazione del gusto, soprattutto attraverso le amiche, i libri, le riviste esperte nell’argomento.

«I pasti in comune - ha concluso il professor Renato Mannheimer - non hanno solo lo scopo di offrire ai figli un’alimentazione adeguata, ma rafforzano le relazioni all’interno della famiglia. In un’epoca in cui è sempre più difficile trovare il tempo per stare riuniti in armonia, ritrovarsi a tavola diventa un rito importante al quale nessuno vuole rinunciare».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica