La manager: «Sono i clienti perfetti Vivono per fare shopping»

«I cinesi vivono per ostentare. Magari in un tugurio, ma con il Rolex al polso e la Mercedes. Per questo sono dei clienti formidabili». Nazarena Fazzari ha lavorato per anni in Asia come interprete e manager, oggi è impegnata in un dottorato di linguistica cinese alla Cattolica di Milano. In Tre uomini fanno una tigre (Instar libri), ha raccolto le sue esperienze alle prese con la vita e la cultura del «Regno di mezzo». «In Cina lo shopping è una specie di sport nazionale. In più bisogna tenere conto di una cultura così diversa dalla nostra. Mi è capitato di conoscere un manager di alto livello che tutte le volte che veniva in Europa comprava i regali a coppie: due borse di Vuitton, due abiti di Prada, e così via. Una per la moglie, l'altra per l'amante, che da quelle parti è quasi un'istituzione ufficiale».

E per attirare questi acquirenti compulsivi che cosa deve fare l'Italia?

«Smetterla di trattarli da cinesi. Nel senso che dobbiamo andare oltre il turismo disperato di massa. Senza dimenticare che vengono per vedere qualche cosa di diverso, che non conoscono».

Che cosa intende?

«Voglio dire che non dobbiamo dare per scontata la nostra cultura, dobbiamo sforzarci di spiegarla. Ho accompagnato una delegazione e dopo giorni di visita a musei e monumenti, uno degli ospiti mi ha preso da parte e mi ha chiesto: scusi, ma chi è quella donna che tiene in braccio un bimbo e che vedo in tutte le chiese?».

A prima vista, abbastanza sconcertante...

«Allo stesso tempo dobbiamo fare leva sulle nostre ricchezze, creare dei percorsi adatti ai componenti della nuova classe emergente, sempre più ricca e affamata di novità. Ci sono già piccole agenzie turistiche che li portano per esempio a conoscere la cucina tradizionale e specialità come il tartufo; organizzano un soggiorno in Piemonte, includendo un weekend a Montecarlo per il Gran Premio; li portano a Milano e gli mostrano il dietro le quinte delle sfilate».

Qualche cosa, dunque si muove ...

«Guardi, di recente sono andata in Austria, e ho trovato con qualche mia sorpresa molti turisti cinesi. Ho notato un grande sforzo: dappertutto, perfino nei paesini, sulle porte dei bagni c'erano le indicazioni in mandarino. Da noi questo atteggiamento, questa attenzione, ancora non c'è».

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