Limminente arrivo della tempesta tropicale Bonnie nel Golfo del Messico ha costretto la compagnia petrolifera Bp a sospendere le sue operazioni nel pozzo che ha originato la marea nera, mentre le squadre che lottano contro linquinamento hanno abbandonato la zona.
Ieri, alle 14 ora italiana, Bonnie stava sferzando la costa atlantica della Florida con venti di 65 chilometri orari, in base ai dati del Centro nazionale uragani (Nhc), che ha sede a Miami. La tempesta si trovava 130 chilometri a Sud-est della metropoli della Florida e dovrebbe raggiungere il Golfo del Messico in serata, con una velocità di 31 chilometri orari. Bonnie dovrebbe in seguito dirigersi verso la regione interessata dalla marea nera e toccare terra domenica mattina nel Sud della Louisiana, secondo le proiezioni dellNhc.
In previsione dellarrivo della tempesta, il colosso petrolifero britannico Bp ha annunciato la sospensione temporanea delle «attività nel sito del pozzo», la cui fuoriuscita di petrolio ha causato la peggior catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti.
Il pozzo «resta chiuso attualmente», ha proseguito Bp, che ha assicurato che continuerà a monitorare la zona «fino a quando il tempo lo consentirà». La compagnia ha aggiunto che «la durata della sospensione delle attività sul pozzo dipenderà dal tempo».
Sul posto, Thad Allen, il responsabile delle operazioni di lotta contro la marea nera nominato dallamministrazione americana, ha indicato due giorni fa che «a causa del rischio che la tempesta tropicale Bonnie fa incombere sulla sicurezza delle circa duemila persone che lavorano contro la marea nera nella zona del pozzo, numerose navi e piattaforme si preparano a evacuare». Allen ha chiarito che «la decisione riguarda anche la piattaforma di perforazione dei pozzi di derivazione che permetteranno di bloccare definitivamente la falla».
Levacuazione «ritarderà gli sforzi in corso da giorni per bloccare il pozzo», ma «la sicurezza delle persone sulla zona è la nostra priorità», ha riconosciuto lammiraglio. Allen ha anche precisato che il «tappo» resterà al suo posto, mentre le navi si allontanano dalla zona del pozzo.
Sul piano politico, la Casa Bianca ha segnalato che il presidente Barack Obama, la moglie Michelle e le loro due figlie saranno in vacanza in Florida il fine settimana del 14 agosto per mostrare la loro solidarietà con gli abitanti delle zone colpite. la gfamilgia Obama sfiderà dunque la marea nera sulle spiagge minacciate dal catrame. Dopo le diverse missioni di lavoro del presidente, e la puntata la scorsa settimana della moglie Michelle a Panam City Beach, dove la First lady ha fatto una passeggiata a piedi nudi sulla sabbia e mangiato il gelato a un chioscho per dimostrare agli americani che non ci sono pericoli a tornare sulle coste del Golfo del Messico, ora la Casa Bianca annuncia un week end della famiglia in Florida.
I portavoce del presidente si sono limitati a dire che si tratterà del weekend del 14 e 15 agosto, il nostro Ferragosto, senza specificare ancora la località scelta per portare Sasha - con la coppia presidenziale ci sarà infatti soltanto la figlia minore di nove anni perché la 12enne Malia partirà per il suo primo campeggio da sola - al mare.
In realtà si tratterà soltanto di un assaggio - che avrà almeno per mamma e papà più il sapore di lavoro che di vacanza - dal momento che le ferie vere il presidente e la famiglia le trascorreranno, come lanno scorso, a Marthas Vineyard, lisola radical chic a largo delle coste di Massachusetts, storico ritiro dei Kennedy.