Marina Berlusconi, l’italiana più potente del mondo

In fondo, a guardare il mondo dall’alto c’è abituata. Fin da piccola. Anche se non è sempre un mestiere facile. Tanto più che ieri la rivista Forbes è arrivata a «spifferare» ai quattro venti che lei, Marina Berlusconi, di questo mondo, è fra la donne più potenti. L’unica italiana a figurare nella consueta classifica, stilata dall’autorevole rivista americana, che, puntualmente, seleziona le cento signore più influenti del pianeta tenendo conto del «peso» politico ed economico delle candidate, e calcolando sia la dimensione dei Paesi o delle imprese che guidano sia la loro esposizione mediatica. Per il quarto anno consecutivo è il cancelliere tedesco, Angela Merkel a guidare la graduatoria, nonostante l’anno difficile che ha colpito la Germania, alla prese con la dura crisi economica. Ma la vera sorpresa è che Forbes considera Marina Berlusconi (passata dal trentaquattresimo posto dell’anno passato, alla posizione numero 33), nettamente più influente, non solo della regina Elisabetta d’Inghilterra (quarantaduesima), ma anche del Segretario di Stato americano, Hillary Clinton (trentaseiesima) e persino della first lady Michelle Obama (che, debuttando nella graduatoria, si deve accontentare del quarantesimo posto).
Accompagnando la classifica con un breve commento e con alcuni cenni biografici, Forbes non manca di ricordare che Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori e, dal 2008 nel board di Mediobanca, è uscita allo scoperto in più d’una occasione per schierarsi a fianco di suo padre quando è stato attaccato e cita in proposito una sua significativa dichiarazione: «Insultare mio padre è come insultare me».
Ne aggiungeremmo un’altra, rimasta storica, perché, d’un colpo ha spazzato via equivoci, veleni e insinuazioni sparsi ad arte come fumogeni attorno a lei e a suo padre, cui da sempre è legatissima: «Non sono Silvio, sono Marina, ma sono molto orgogliosa di chiamarmi Berlusconi». In effetti, anche se il percorso pubblico e imprenditoriale di Marina Berlusconi, che recentemente ha festeggiato i suoi primi 43 anni, ha dovuto e deve ogni giorno rapportarsi con le responsabilità del cognome che porta, il suo way of life, il suo modo di vita, resta da sempre caratterizzato dalla massima discrezione.
Discrezione quando siede nei consigli di amministrazione di cui fa parte, quando prende decisioni strategiche per i gruppi imprenditoriali che rappresenta.
Discrezione, a maggior ragione, quando vive le sue gioie, come la nascita dei suoi due figli, Gabriele che oggi ha sei anni e Silvio, quattro, che ha avuto da Maurizio Vanadia, ex primo ballerino della Scala, nonché coordinatore e docente della scuola di ballo dell’Accademia scaligera. Che, nell’intimità della massima riservatezza, ha sposato il 13 dicembre del 2008 nella Cappella privata di famiglia all’interno di Villa San Martino ad Arcore.
Ama «il merito e il coraggio» Marina Berlusconi, come ha raccontato tempo fa in un’intervista. Il che significa anche e soprattutto che, quando lavora, come quando parla, non ama le perifrasi e i giri di parole. «Non voglio fare comizi - ha dichiarato recentemente - ma mi piacerebbe leggere cosa scriveranno i libri di storia dei nostri nipoti. Sono sicura che riconosceranno in Silvio Berlusconi il personaggio più importante di questi 15 anni, e anche dei prossimi». E a chi le ha chiesto e si ostina a chiederle un giudizio politico su suo padre lei risponde: «È stato il primo a prendere impegni precisi con gli elettori e a sottoporsi poi alla verifica; ha garantito all’Italia un governo stabile, che ha fatto molto in assoluto, moltissimo se paragonato a chi lo ha preceduto; ha rotto molti tabù. Per quanto mi riguarda, è davvero unico. Con tutto il rispetto, non c’è Sarkozy che tenga».
Spontanea e schietta Marina Berlusconi quando esprime un giudizio sulle altre donne celebri ovviamente presenti nella medesima graduatoria stilata da Forbes: «Hillary Clinton? Meno simpatica di Obama ma una donna concreta che ha combattuto le sue battaglie senza risparmiarsi, sudando, faticando».
Ma anche quando, nel pieno della polemica politica non le mandò a dire all’epoca della sua segreteria a Walter Veltroni: «Il leader del Pd mi ricorda chi guardandosi allo specchio si trova ingrassato e dà la colpa allo specchio invece di mettersi a dieta. Se posso dare un consiglio gli vorrei ricordare che per dimagrire non servono i girotondi, perché si consumano poche calorie, ma è molto più efficace correre».
Una garbata critica che non lascia molte illusioni di benevolenza visto che è suggellata da Lady Marina con una discreta botta assestata come un uppercut: «La sinistra è affetta da una sindrome da autocritica cronica, che significa solo una cosa: non riescono ad azzeccarne una».
La discrezione al potere o, se preferite il potere della discrezione. Questa è Marina Berlusconi, la manager italiana più potente e apprezzata nel mondo. Che le chiede consigli o formule magiche per un successo imprenditoriale risponde così: «Non ho ricette da dare. Ma respingo al mittente le critiche di chi considera il capitalismo un sistema finito. Il capitalismo sarà pure un sistema pessimo, ma ad oggi non ne è stato inventato uno migliore. Perché il capitalismo, quello vero è fatto di principi ben precisi: concorrenza, trasparenza, responsabilità, merito. Tutte cose che, qualcuno che ha una visione distorta del sistema imprenditoriale fa finta di dimenticare, tutte cose che non c’entrano, per esempio, con quelle buonuscite miliardarie di manager che hanno schiantato aziende blasonate e distrutto migliaia di posti di lavoro. Per questo motivo resto e resterò senza pentirmi una liberista».

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