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Massacrata perché non usa il velo

Voleva costringere la moglie a indossare il velo: ieri, dal tribunale di Lodi ha rimediato due anni di galera. Protagonista un marocchino quarantaduenne, E.K.A., barbiere a Milano, che nel giugno scorso, a Melegnano, stanco dei tentativi della consorte di «occidentalizzars»i, l’aveva picchiata senza pietà con un ferro da stiro. Una violenza contro la donna, peraltro incinta di sei mesi, che durò dieci lunghissimi minuti. Tutto testimoniato dai vicini di casa. Prima le urla, poi un colpo dopo l'altro fino a provocare contusioni e ferite profonde al viso, al capo, alle braccia e alle gambe.
A salvare la donna fu il figlio di nove anni che riusci a uscire da casa e a dare l’allarme suonando i campanelli dei vicini.. «Papà sta cercando di uccidere la mamma», urlo sul pianerottolo. Fino a quando un uomo uscì e corse in auto della donna strappando dalle mani del nordafricano il ferro da stiro con cui stava massacrando la moglie. la caserma dei carabinieri.
I carabinieri trovarono il marito violento mentre cercava di nascondere il ferro da stiro dietro il divano; la donna era invece stesa a terra intontita e dolorante.
Riusciì solo a dire ai sanitari del 118 che era incinta, poi perse conoscenza.
Da lì in poi trascorse tre mesi di gravidanza continuamente monitorata, per i gravi colpi subiti. L'uomo aveva già altri precedenti, fra cui diverse denunce per guida in stato di ebbrezza e per aver utilizzato documenti falsi per ottenere il permesso di soggiorno. Già nel maggio 2008, a Milano, la donna era ricorsa alle cure dei sanitari dopo essere stata presa a calci e pugni dal marito.

Le violenze erano poi continuate ma lei non aveva mai denunciato l'uomo. Fino a rischiare la vita. Il marocchino, ora, è rinchiuso nel carcere di Pavia, condannato per lesioni personali aggravate.
La moglie comunque non ha cambiato idea: di indossare il velo non vuol saperne.

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