Massacrato da rapinatori slavi «Pensavo che mi uccidessero»

A caratterizzare l’ennesima rapina in villa consumata nell’hinterland milanese, è stata l’inaudita e gratuita violenza, usata dai malviventi nei confronti della vittima, un uomo di 69 anni. Subito dopo infatti, ha dovuto ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale che gli hanno suturato le numerose ferite al volto e alla testa riportate. È accaduto martedì sera in via Leonardo da Vinci a Vermezzo, piccolo centro alle porte di Abbiategrasso, dove abita Aram Foundoukian medico odontoiatra con studio a Trezzano sul Naviglio, insieme alla moglie Maria Capozzi. Verso le 22 stava chiudendo le persiane quando all’improvviso è stato aggredito da due banditi a volto coperto sbucati dal giardino, che parlavano con accento dell’Europa dell’Est ed armati di pistole. I malviventi si sono introdotti in casa, separando e terrorizzando la coppia. «Nonostante l’immediata disponibilità a dar loro qualunque cosa, hanno usato una violenza fuori dal comune – ha raccontato la moglie del medico -; sentivo a distanza le botte che davano a mio marito». Che a sua volta non ha accennato alla benché minima reazione, assecondando ogni desiderio dei banditi. «Avevano cappucci neri come i loro vestiti e forse ad attenderli fuori c’era un terzo complice – ha spiegato il padrone di casa -; mi hanno detto che ci tenevano d’occhio da un po’ di tempo e che dovevo dar loro tutto quanto di prezioso avevo in casa. Credevo mi volessero uccidere». Nel frattempo botte da orbi, fino a quando non si sono impossessati di un bottino, ancora da quantificare, costituito da danaro contante, oggetti di valore e preziosi. Infine, dopo circa mezz’ora di terrore, chiusa la coppia in bagno, sono scappati sparando in aria e attraversando il giardino dei vicini. Gli stessi che uditi gli spari e le urla delle vittime, hanno lanciato l’allarme ai carabinieri. Sul posto è intervenuto anche un equipaggio del 118 che ha soccorso la donna in stato di choc, trasportando il marito ferito in ospedale. Adesso nella zona regna la paura. Si teme infatti che il territorio dell'Abbiatense sia finito nel mirino di qualche banda di slavi. Il 17 luglio a Rosate, un altro piccolo comune poco distante da Vermezzo, analoga brutta avventura toccò a Giuseppe Calvi, imprenditore 60enne ed alla moglie. In quell’occasione dopo aver atteso il padrone di casa sulla rampa del box, in tre lo aggredirono costringendolo ad aprire la porta della villetta. Ed una volta dentro ancora violenza gratuita senza un reale motivo: botte per lui e pesanti insulti alla moglie, per razziare un bottino di un migliaio di euro in contanti e qualche oggetto d’oro, come la catenina strappata dal collo della signora. Anche in quell’occasione i rapinatori, che erano in tre, si presume fossero dell'Est.

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