Dopo la maxi-squalifica il San Luca gioca con muratori e impiegati

San Luca ridotto ai minimi termini, muratori, operai e impiegati in campo, in panchina solo tre tesserati e senza portiere di riserva. Sotto di due gol alla fine del primo tempo hanno recuperato e solo nei minuti di recupero è arrivata la beffa della sconfitta

San Luca ridotto ai minimi termini, muratori, operai e impiegati in campo, in panchina solo tre tesserati e senza portiere di riserva. Sotto di due gol alla fine del primo tempo hanno recuperato e solo nei minuti di recupero è arrivata la beffa della sconfitta. E non sarà neppure l'ultima loro uscita perché l'intera rosa del San Luca è stata squalificata in blocco per due giornate, quindi le riserve, alcune tesserate in extremis, dovranno ripetersi. Era la loro prima nel campionato di prima categoria calabrese, dopo la maxi squalifica di 16 giocatori fermati per due giornate a causa del lutto al braccio indossato l'8 novembre scorso contro il Bianco per la morte del boss della 'ndrangheta Antonio Pelle.
Il San Luca ha giocato in trasferta sul campo dell'Antonomina, alle porte di Locri. Il risultato non è stato favorevole al San Luca sconfitto per 3-2, ma l'impegno non è mancato. Anzi. Gli ospiti, che in panchina hanno potuto portare solo tre elementi senza portiere di riserva, hanno esercitato un certo predominio territoriale creando numerose palle gol e recuperando, nella ripresa, il doppio svantaggio maturato nel primo tempo. Un gol un contropiede nei minuti di recupero, però, ha vanificato la rimonta.
Alla gara hanno assistito una sessantina di persone, una ventina delle quali giunte da San Luca. Tra loro il presidente della squadra, don Pino Strangio, parroco del paese, anche lui squalificato anche se assente in occasione della gara incriminata.

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